?? CORSA SCUDETTO. La Lazio batte anche l’Inter e vola sempre più in alto

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La Lazio si veste da anti-Juve. Nella notte dell’Olimpico e della prima sfida scudetto è Inzaghi che fa festa davanti alle ambizioni da primato dell’Inter. I biancocelesti prima rincorrono e poi alla fine danno a Conte il secondo dispiacere stagionale in Serie A. La Lazio non perde dal 25 settembre (all’andata con i nerazzurri), la serie positiva si allunga a 19 partite. Stavolta il merito è di Ciro Immobile, che lo zampino ce lo mette sempre e si regala il gol numero 26 in Serie A per pareggiare il vantaggio interista di Young, e di Sergej Milinkovic, che timbra la rimonta e il 2-1 finale che dà la scossa alla classifica. La Juve si stacca e ora è a 57 punti, la Lazio sale a 56, mentre l’Inter resta a 54 e scivola al terzo posto, lasciando per la prima volta da inizio stagione le prime due posizioni.

SUBITO SHOW

La prima a farsi avanti è l’Inter, la Lazio però è subito pericolosissima. Al 4’ colpo di testa di Godin su angolo: all’Atletico era una specialità della casa, qui va alto. Cinque minuti dopo primo acuto biancoceleste: Milinkovic, a cui Barella concede forse troppo spazio (e così sarà per gran parte del primo tempo), avanza dalla trequarti e spara da fuori area. Padelli può solo guardare il pallone che centra la traversa. Al 17’ l’Inter mette il muso davanti: Luiz Felipe salva tutto su cross da due passi di Candreva, con Lautaro in agguato già pronto a infilare a due passi da Strakosha; dopo 2 minuti Brozovic si fa mezzo campo palla al piede e prima di entrare in area serve Lukaku, che spara su Strakosha e forse avrebbe potuto fare di più. La risposta della Lazio arriva immediata: al 22’ il fischiatissimo ex De Vrij intercetta in area su Marusic e allontana il pericolo, al 24’ Immobile lavora bene un pallone in area e serve Leiva, che spara alto.

DIFFERENZE

La squadra di Inzaghi ha un gioco più fluido: Luis Alberto, Leiva e Milinkovic si servono, si trovano. L’Inter fa più fatica in mezzo: se non riparte in velocità, trova poco spazio. Niente di nuovo, perché la mediana biancoceleste è la migliore del torneo e tutti sanno bene cosa fare. Ma proprio un blitz in velocità fa nascere il gol del vantaggio. Ed è come un lampo, al minuto 44: la ripartenza nerazzurra è un capolavoro, Young serve Candreva che spara da lontano, Strakosha respinge in mezzo all’area e l’inglese con un perfetto tap in anticipa Marusic e schiaccia il pallone in porta.

SI RICOMINCIA

Il secondo tempo inizia subito a giri altissimi. E dopo 5’ Immobile pareggia su rigore. Colpa della difesa dell’Inter, che non si fa trovare pronta sull’imbucata di Luis Felipe: Skriniar respinge malissimo nel corpo a corpo con Milinkovic, Padelli non è sicuro in uscita e quando la palla arriva al capocannoniere, De Vrij non può far altro che buttarlo giù. Tutto da rifare per l’Inter, che reagisce al 13’ con la Lu-La: Lautaro, spento come mai in questa stagione, gioca il primo pallone decente e serve benissimo Lukaku che tira ma trova la deviazione provvidenziale di Acerbi. Inzaghi prova ad accelerare con il doppio cambio: fuori Jony-Caicedo e dentro Lazzari-Correa. Conte aspetta e si limita a confermare lo scambio di fascia Godin-Skriniar. Al 20’ Young si ricorda i trascorsi d’attacco e in dribbling entra in area: Luiz Felipe è bravo e fortunato, l’intercetto va in pieno sul pallone. La Lazio non si ferma e al 24’ arriva il vantaggio: su azione di calcio d’angolo Brozovic salva sulla linea il tiro di Marusic, ma poi Milinkovic nel traffico riesce a bucare Padelli, che è coperto e si tuffa in ritardo.

IL FINALE

Al 32’ anche Conte gioca la doppia mossa: fuori Candreva e Brozovic (che non gradisce) e dentro Moses-Eriksen. Proprio il danese scalda subito le mani a Strakosha: l’azione continua e Lautaro segna, ma è in fuorigioco. La Lazio continua a spingere cercando il k.o., l’Inter ci prova in contropiede. L’occasione più grande ce l’ha tra i piedi Immobile al al 40’ ma il miracolo lo fa Padelli: Ciro è bravissimo in area a sfuggire a Godin e il vice Handanovic con la mano devia in angolo. Conte aggiunge anche Sanchez per l’assalto finale. C’è tempo per un brivido dalle parti di Strakosha, ma la difesa biancoceleste libera. L’Olimpico trattiene il fiato nei 5 minuti di recupero ma poi può esplodere. Sì, questa Lazio è da scudetto. Gazzetta

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