CINEMA. Full Fiorito: “Premi Oscar 2024, ecco le mie previsioni”

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Comincerò l’esercizio divinatorio degli Oscar 2024 togliendomi un sassolino dalla scarpa: con lo stesso tono del grande Paolo Villaggio nel secondo tragico Fantozzi, dichiaro che Everythig everywhere all at once, vincitore lo scorso anno di sette statuette, per me è ilremake di un B movie nipponico degli anni ‘80 sul Karate! Non è la prima volta che io e l’Academy la vediamo in maniera diversa e non sarà l’ultima. Visto che gli esperti sono loro, avranno di certo ragione. I latini dicevano “ubi maior minor cessat”. Ma anchede gustibusnon disputandum est”.

I pochi che hanno letto il mio articolo sugli Oscar 2023 ricorderanno che dissi come non fosse un buon segno per il cinema che 5 film si accaparrassero 44 nomination. Sarà per colpa dello sciopero degli attori, sarà per le produzioni non sempre all’altezza, sarà per il calo di interesse del pubblico sui film in favore delle serie, sarà un pot pourri di questi tre fattori, ma il numero delle nomination condensate in soli 5 film è salito a 49.

Il che mi porta ad affrontare l’argomento previsioni con un metodo diverso: analizzerò i Big Five di quest’anno uno a uno e tirerò a indovinare cosa si porteranno a casa.

Cominciamo dal film che si è aggiudicato il maggior numero di nomination, ottenendo anche un ottimo risultato al botteghino. Ovviamente sto parlando di Oppenheimer del nuovo Re Mida di Hollywood, Christopher Nolan, che ha dipinto un meraviglioso ritratto dell’inventore della bomba atomica. Delle 13 nomination, le più sicure a mio modo di vedere, sono proprio le due più importanti, film e regia. A seguire, ben saldi nei pronostici, vedo fotografia, montaggio e sonoro. Per quello che riguarda gli attori del film di Nolan, vedo Cilian Murphy un filo dietro a Paul Giamatti (magnifico protagonista di the holdovers) nella lista dei favoriti, mentre Robert “Iron Man” Downey Jr è in vantaggio ai punti su Mark “HulkRuffalo, interprete di Poor things. Ed è proprio la pellicola di Yorgos Lanthimos, vincitrice del Leone d’Oro e del Golden Globe, a seguire a ruota Oppenheimer come numero di candidature, con 11. Oltre a Ruffalo, forse più di lui, Emma Stone ha grosse chance di vittoria. Tra lei e la sua seconda statuetta si frappone Lily Gladstone, nativa americana protagonista di Killers of the flower moon, di Scorsese, che di nomination ne ha intascate 10, ma che potrebbe anche tornare a casa a bocca asciutta; quella della Gladstone è l’unica candidatura con vere chances di vittoria.

Un altro film che concorre con Poor things nelle categorie Costumi e Scenografie è Barbie, di Greta Gerwig, che, al pari della protagonista Margot Robbie, ha fatto molto parlare di sé per la sua esclusione dalla cinquina finale. Sono convinto che l’Academy la premierà con l’Oscar alla miglior sceneggiatura non originale. Altro premio sicuro per il film sulla bambola della Mattel è la canzone di Billie Eilish, che si porterà a casa il secondo trofeo dopo No time to die. Parafrasando Rino Tommasi, sul mio personalissimo cartellino le rimanenti categorie saranno spartite quasi tutte tra le altre pellicole in gara. Il premio alla miglior attrice non protagonista se lo dovrebbe aggiudicare Da’Vine Joy Randolph, per la sua toccante interpretazione in the Holdovers.  The Creator la dovrebbe spuntare su Godzilla per gli effetti visivi, mentre Maestro, di Bradley Cooper dovrebbe aggiudicarsi il make up. Romanticamente vorrei tanto che John Williams vincesse la colonna sonora per Indiana Jones, ma la vedo dura. Così come sarà arduo per la Disney spuntarla nella categoria animazione. Se si considera che lo scorso anno non era neanche nella cinquina finale parlare di crisi non è blasfemia. L’Oscar se lo contenderanno il Seguito di Spiderman nel multiversoe il giapponese il Ragazzo e l’Airone.

Mi auguro che le previsioni sul documentario si avverino e che l’Oscar vada in Ucraina per 20 giorni a Mariupol, un toccante reportage sull’invasione Russa. Sarebbe un bellissimo smacco. Concludo con la categoria film straniero, che vede Io Capitano di Matteo Garrone in cinquina. Aimè, credo che alla fine la statuetta se la porterà a casa l’Inghilterra con Zona di Interesse.

Non resta altro che aspettare il 10 di marzo per gli esiti di questo gioco di previsioni.

Full Fiorito

Giuseppe Full Fiorito, giornalista, scrittore, coach di Football Americano

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