CHAMPIONS LEAGUE. Il Napoli di oggi come la Juve di Conte del 2013/2014

Antonio Conte
Antonio Conte

La Champions League continua a essere il grande punto cieco della carriera di Antonio Conte. La stagione europea 2025/26 del Napoli si chiude con un’eliminazione precoce e dolorosa, che certifica ancora una volta il difficile rapporto tra il tecnico salentino e la competizione più prestigiosa del calcio continentale. Per Conte si tratta della settima partecipazione alla Champions da allenatore e, ancora una volta, il bilancio lascia spazio più ai rimpianti che ai risultati.

Eliminazione al girone unico: un fallimento aggravato dal tricolore

Alla prima esperienza con il nuovo formato della Champions League, il Napoli di Conte non è riuscito nemmeno a centrare l’accesso ai playoff, traguardo invece raggiunto dalle altre tre italiane. Un dato che pesa ancora di più se si considera il contesto: gli azzurri si presentavano al via della competizione con lo scudetto sul petto.

L’eliminazione nella fase iniziale rappresenta un passaggio a vuoto difficile da digerire, soprattutto per una squadra che partiva con ambizioni elevate e con l’obiettivo dichiarato di essere protagonista anche in Europa.

Conte e il record al contrario: un precedente che ritorna

Il dato statistico è di quelli che fanno rumore. Negli ultimi 25 anni, solo un’altra squadra campione d’Italia in carica era stata eliminata nella prima fase di Champions League. Era la Juventus della stagione 2013/14. Allenatore? Sempre Antonio Conte.

Un record negativo che si ripete e che rafforza la narrazione di un allenatore straordinariamente efficace in campionato, ma incapace di trasferire la stessa continuità di rendimento sul palcoscenico europeo.

Gonfialarete.it

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