CARECA: “Napoli da scudetto con Sarri e Higuain” | IL SONDAGGIO: chi il migliore tra Careca, Cavani e Higuain?

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Antonio Careca, ex attaccante del Napoli,  al centro commerciale “La Cartiera” di Pompei in occasione della presentazione del libro “Il Romanzo del Grande Napoli”, scritto da Giampaolo Materazzo e Dario Sarnataro.
Un boato al suo ingresso, tantissimi tifosi ad osannarlo e un coro spontaneo che ne ha accompagnato le gesta per anni ed anche adesso “Oh Carè tira la bomba”.

Senti ancora Maradona? Quanto vale oggi Careca? “Non lo so, non posso dirlo. Con Diego ogni momento era speciale. Eravamo insieme dal lunedì, il giovedì stavamo a casa sua per la grigliata”.

Qual era il tuo rapporto privato con i tifosi? “Molto bello, mi piace stare con loro. Spesso c’è tanta gente ma non è mai stato un problema per me perché ho tanta pazienza. I napoletani sono molto particolari, vivono il calcio 24h al giorno ed è giusto dedicargli anche un semplice minuto per dargli l’attenzione che meritano. Sono molto grato ai tifosi perchè quando torno sono sempre ben accolto”.

Cosa pensi di Maurizio Sarri? “Non lo conosco ma so che è napoletano. Mi auguro possa fare la differenza perché come tutti i napoletani ha grande carattere. Va in ogni campo per vincere e deve continuare così, sperando possa dare una gioia a tutti i napoletani”.

Quali sono le differenze tra questo Napoli e il tuo Napoli? “Il Napoli di quest’anno ha una buona rosa ma deve mantenere questa continuità. Chi entra deve fare bene come chi esce, ma pochi fanno la differenza. Il nostro Napoli era diverso, c’erano buoni giocatori e poi tre quattro fenomeni come Maradona, Carnevale, Giordano, Zola, Fonseca”

“Avere Maradona in squadra è sempre un bene, ma io avevo tanti compagni forti che completavano la squadra. Con Diego era tutto più facile, ma noi giocavamo anche per sfruttare le sue qualità. Quest’anno c’è meno qualità ma più organizzazione. Inoltre ai nostri tempi avevamo un solo campo dove allenarci mentre quest’anno esistono i centri sportivi che sono molto importanti”.

 Ci consigli qualche talento brasiliano che conosci? “Lucas Lima è un “dieci” classico, è un mancino, un giocatore stupendo, molto interessante. Spesso parlo con Edo De Laurentiis, sarò sempre a disposizione del Napoli. Mi farebbe piacere portare in futuro qualche campione in azzurro, senza nulla in cambio, né soldi né nulla. Sarebbe solo un piacere”.

 In quale nazionale giocherà Jorginho? “Chissà, è difficile dirlo perché ci sono tanti giocatori. Di sicuro il centrocampo del Brasile ha ancora qualche difficoltà, anche lui potrebbe avere qualche opportunità perché Dunga lo sta osservando”.

 “Allan e Jorginho sono giocatori grintosi, di buona creatività. I tifosi azzurri saranno sempre al seguito del Napoli, oggi come allora. Non abbandoneranno mai la squadra. Conosco tanti giocatori, ma questo Neymar è un fenomeno, è spettacolare. E’ un genio, è la felicità quando gioca”.

In cosa può crescere questo Napoli? “Ora è tutto più difficile. Quando insegui hai un punto di riferimento, ovvero il primato; adesso no, ma il Napoli dovrà continuare a vincere e può farcela perché è una buona squadra. Per vincere lo scudetto il Napoli dovrà giocare sempre come se fosse l’ultima partita del campionato”.

Qual è il gol che più ti emoziona quando lo rivedi? “Ricordo quello in finale di Coppa Uefa, per la sua importanza e perché avevo la febbre. San Gennaro esiste e l’ho capito quella sera (ride, ndr)”.

 Cos’è per te Napoli? “Sono stato qui sei anni con la mia famiglia, sono grato a tutta la città di Napoli e alla gente. Ho un sacco di amici e ho tantissimi ricordi, ho Napoli nel cuore”.

 Che ricordi hai del Bologna? “Ho fatto un gol difficilissimo, più per lo stop che per la conclusione”.

 Higuain come Careca? “E’ difficile fare questo paragone. Anche Zola veniva paragonato a Maradona: è un gran professionista ed un amico, ma Diego è Diego. Spero solo che possa continuare a segnare tanto perché Napoli ha bisogno di lui per vincere un altro scudetto”.

Credi nel terzo scudetto? “E’ una mia speranza ma la strada è ancora lunga. Servirà personalità e tanto carattere. Qui a Napoli si gioca contro tutti, non dimentichiamocelo. Sono sicuro che possiamo vincere il terzo scudetto”.

Che si prova ad essere Careca? “Mio padre mi ha sempre dato la forza, era orgoglioso di me quando sono esploso in Brasile e, soprattutto, quando sono venuto a Napoli. Mio padre oggi in cielo ma so di avergli fatto un gran bel regalo per quello che sono riuscito a vincere in Italia. Ora per tornare a giocare mi servono due ginocchia nuove. Peso 82 kg, quando ne pesavo 79 ho fatto un’esperienza in Giappone. Ora non si può più altrimenti potevo giocare una ventina di minuti (ride, ndr)…”.

“Volevo venire a Napoli, ho parlato col mio presidente in Brasile perché volevo sposare quest’avventura. Questa città ti accoglie alla grande, con tanti tifosi stupendi. La verità è che io dovevo andare a Torino dove giocava Junior, mio compagno in nazionale, però Moggi mi disse di aspettare perché mi avrebbe portato a Napoli. Mi ha fatto un gran bel regalo. Con la Juve segnavo quasi sempre, un motivo in più per giocarci contro”.

“Sono molto felice di tornare a Napoli, mi manca questa allegria. Insieme ai tifosi abbiamo vinto tantissimo, il pubblico era il dodicesimo uomo in campo. Sono arrivato qui nell’87, era un sogno venire a Napoli e di vincere giocando al fianco di Maradona. Purtroppo non ho partecipato al primo scudetto, ma quando ho vinto la Coppa Uefa aveva la febbre a 40 ma c’ero ed è stato bellissimo”.

 

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