? BOOM. Pioggia di soldi sulla serie A: offerta da 2 miliardi!

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Eppure piace, il calcio italiano. Di più: c’è ancora chi lo considera, al di là di tutti i suoi storici problemi interni (l’indebitamento dei club, un’assemblea in perenne conflitto su quasi tutto) e le più recenti minacce esterne (vedi il politico di turno che vorrebbe bucarlo, questo pallone), un business solido nel quale investire nel medio-lungo periodo. E per investire intendiamo mettere sul tavolo una cifra con (almeno) nove zeri. Circa 1,8-2,2 miliardi. La Lega Serie A non ha commentato uffi cialmente l’indiscrezione pubblicata da Il Sole 24 ore, ma di fatto non l’ha nemmeno smentita.

Cvc Capital partners, flusso di ricavi costante per 10 anni

La storia è questa: CVC Capital Partners, fondo di private equity con sede in Gran Bretagna, starebbe pensando di entrare sul mercato dei diritti tv del nostro campionato. Un impegno su base decennale, che garantirebbe alla Serie A un flusso di ricavi costante, a prescindere da quelle che saranno le evoluzioni del mercato, tra pay-tv e nuove piattaforme digitali. Sarebbe infatti CVC ad occuparsi della cessione dei diritti tv, un po’ come Img sta facendo per i diritti all’estero.

Per gestire la commercializzazione della Serie A, il fondo d’investimento potrebbe costituire una newco ad hoc al cui capitale parteciperebbe la Lega Serie A, che così intercetterebbe una quota degli utili generati dalla rivendita dei diritti tv a broadcaster e piattaforme digitali. Ma quello della newco è un aspetto da appronfodire. L’attuale normativa – il decreto legislativo numero 9 del 2008, che ha aggiornato la legge Melandri – ammette solo un «intermediario indipendente», a cui possono essere assegnati tutti i diritti relativi, ma sempre attraverso una procedura competitiva, passando attraverso un bando e l’ok dell’authority. Da tempo, tuttavia, i club della A chiedono di rivedere il quadro normativo. Corrieredellosport 

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