BOMBER. Il Napoli si affida a Lukaku, “nemico” storico della Juve

Romelu Lukaku e Antonio Conte
Romelu Lukaku e Antonio Conte

Gli anni passano, e ora sono 31, ma Romelu Lukaku è la stella polare del Napoli. Ci ha messo meno di un mese per diventarlo, per indossare la corona che aveva in testa Osimhen. Oggi c’è la prova delle prove, quella contro la Juventus: rivale storica del Napoli ma anche la sua. «Mai, mai e poi mai», disse quando era appena andato via dall’Inter a chi gli propinava un ritorno in Italia ma alla Juventus. I tifosi bianconeri se la legarono al dito. QuandoAllegri fece il suo nome a Giuntoli, gli ultras quasi alzarono le barricate: tutti ma non Big Rom. Che si gettò tra le braccia di Mourinho. Strana la storia di Lukaku e della Juventus: non ha mai segnato chissà quanti gol (appena tre in 12 gare) ma mai gol banali.

A Cagliari, Lukaku ha mostrato di essere in condizioni sensazionali. D’altronde, per averlo il Napoli ha sborsato quasi 30 milioni di euro. Un record, per un trentenne. Pronto ancora a dare spettacolo anche a Torino, dove si candida a essere il dominus della gara, con al suo fianco l’altro mago, Kvaratskhelia. La notte della semifinale di Coppa Italia, il 4 aprile del 2023, ha fatto da spartiacque tra il belga e la Juventus: buona parte della curva Scirea (alla fine i daspati sono stati 175) gli vomitò addosso ululati razzisti e in campo scoppiò una rissa furibonda. Il belga era un avversario non gradito già prima, ma quella serata è stata determinante nei rapporti con gli ultras della Juventus: segnò il rigore e per mettere a tacere i cori, festeggiò mimando il saluto militare e portando l’indice dell’altra mano alle labbra.

Un gesto che l’arbitro Massa aveva interpretato come polemico nei confronti della curva bianconera, da cui diverse persone gli avevano rivolto insulti razzisti, imitando il verso della scimmia. Scoppiò una mega-rissa e il belga prima venne espulso e poi venne squalificato e solo la “grazia” del presidente della Figc Gravina gli consentì di non scontare la giornata di stop. «Il principio della lotta ad ogni forma di razzismo è elemento fondante dell’ordinamento sportivo».

È anche la prima volta che Conte trova i tifosi nello Stadium, visto che nei due precedenti si è giocato a porte chiuse per via delle restrizione legate al Covid. Sembrano passati mille anni. Più volte, Lukaku è stato vicino alla Juventus: nel 2019, era in ballo lo scambio con il Manchester United tra Paulo Dybala e Lukaku sotto la Mole. La Joya dice no: a Manchester non ci va, vuole rimanere a giocarsi le proprie carte a Torino. E di conseguenza lo scambio con Lukaku non si fa più. È la prima sliding door della storia, anche perché Big Rom un accordo con la Juventus lo aveva già trovato. MATTINO.IT

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