⚽️ANGOLI D’ORO. L’arma di Sarri che non ti aspetti
Per ovviare alla mancanza di fisicità, sugli angoli a rientrare (Callejon da sinistra, Ghoulam all’inizio e ora Mario Rui da destra) la prima idea è quella di cercare la battuta forte e tesa sul primo palo, dove basta una spizzata a generare un pericolo. Su una situazione del genere, anche i piccoletti possono essere decisivi rubando il tempo sul primo palo agli avversari. L’esempio lampante nel match contro il Genoa dello scorso 18 marzo. Ma la spizzata può servire anche da ponte per il secondo palo, come accaduto in casa del Torino.
A uscire. Spesso il Napoli ricorre allo scambio corto, soluzione che premette un due contro uno al limite e soprattutto aiuta gli attaccanti in area ad attaccare la palla in movimento e non partendo da fermi. Col Sassuolo al San Paolo il gol che chiude il match arriva proprio così. E arriviamo alle ultime di campionato, con le soluzioni vincenti contro Udinese (gol di Albiol e Tonelli) e Juve (Koulibaly). Angolo calciato ad uscire, all’altezza del dischetto. Prima della battuta, tre giocatori fanno tre movimenti diversi partendo dal cuore dell’area, e nel buco che si genera arrivano in velocità le torri, pronte a colpire faccia alla porta, sfruttando la velocità del pallone”.
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