🤵🏻 A TUTTO CAMPO. Perillo: “A Mancini andava tempo più tempo per preparare i playoff. Non credo che De Laurentiis venderà il Napoli, ma…”
A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Antonello Perillo, giornalista Rai. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.
Oggi non si può sbagliare. Il secondo mancato approdo al Mondiale non sarebbe solo un disastro sportivo
“Assolutamente, sarebbe tragico sia sportivamente che economicamente, per l’intero movimento del calcio italiano. Ne risentirebbe anche il mondo della comunicazione come la Rai che, non perché è la mia azienda, ma ha sempre seguito brillantemente gli azzurri. E’ tutto così assurdo quello che si è creato, considerando come abbiamo giocato bene ad Euro 2020. Giocheremmo fuori e non capisco perché: bisognerebbe assegnare il campo in base a chi ha ottenuto i risultati migliori o ha più punti nel ranking”.
Ci sono giocatori in calo rispetto a Euro 2020: Donnarumma, Insigne, la coppia difensiva Bonucci-Chiellini
“Ognuno di questi che hai menzionato meriterebbero un’analisi a parte. Le qualità di Donnarumma non si possono discutere ma, chiaramente, ha risentito della mancanza di continuità al PSG. Scelta discutibile ma che ha voluto fare. Chiellini e Bonucci sono in là con gli anni. La bellezza dell’Italia di Mancini è che sembra una squadra di club, che gioca compatta, coesa. Mancini era riuscito a creare un bel gruppo perché aveva avuto tempo per lavorarci prima dell’Europeo. Oggi è più dura. Secondo me Mancini aveva bisogno di più tempo. Capisco i tanti impegni ma non è stata una buona cosa dare così poco tempo a Mancini per lavorare al playoff”.
Perché i vertici del calcio italiano non hanno voluto o potuto dare più tempo a Mancini?
“Penso che sia dovuto al fatto che gli impegni siano tantissimi. I club avranno ritenuto che non fosse possibile spostare le partite, anche se tutte le squadre italiane sono uscite dalla Champions League. Sicuramente è un peccato essere qui in questa situazione; è sbagliato colpevolizzare Jorginho ma, quel rigore sbagliato, avrebbe cambiato tutto. Sono convinto che passeremo ma dobbiamo rimanere uniti e compatti”.
C’è stata un po’ di disaffezione in Italia verso la Nazionale?
“Un po’ di allontanamento c’è ma c’era anche prima dell’Europeo. Poi però hai visto come hanno reagito le piazze e gli italiani. L’importante è fare bene e dare una bella soddisfazione ai tifosi. Tu hai ricordato il Mondiale del 2006, io ricordo da piccolo quello del 1970. I CT avevano molto più tempo per lavorare, anche perché il campionato era a 16 squadre”.
Forse si è dovuto rispettare a tutti i costi gli impegni per inseguire il ‘dio denaro’
“Ah sono d’accordissimo con te. Vanno ridotte le spese di gestione dei club, leggo di commissioni milionarie per trasferimenti e rinnovi di contratto. Voglio aggiungere anche che bisognerebbe investire in modo più oculato. A volte vedo grandi club fare spese importanti per giocatori che poi non rendono o non si adattano al gioco di un determinato allenatore. Mi piace come lavora il Sassuolo, o anche l’Atalanta, che puntano sui giovani offrendo anche un bel gioco. Pensate a Scamacca o Raspadori, l’immagine di come abbiano pescato bene con i loro scout”.
Circolano sempre più voci su una possibile cessione del Napoli da parte di ADL. Tu sai qualcosa in merito e cosa ne pensi?
“Sinceramente, non riesco ad avere notizie precise in merito. Sicuramente qualcosa si muove però ti dico: non credo che De Laurentiis venda semplicemente il club. E’ più probabile che il presidente cerchi un supporto finanziario da un fondo per rendere grande il club. De Laurentiis aveva avuto anche quella bella idea del torneo in concomitanza con il Mondiale in Qatar. L’abilità di De Laurentiis non si può mettere in discussione, così come il suo essere tifoso. Io ho visto delle partite con lui e ti dico che è il primo a soffrire. Aggiungo anche che ha speso molto per Osimhen e, se pensiamo a Cavani, Mertens, Lavezzi, Higuain, ci rendiamo conto di quanto sia bravo il presidente a scegliere gli attaccanti”.
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