? RICORSO. Ecco i cinque punti che il Napoli farà valere nella propria difesa
Niente Juve-Napoli e parte la battaglia legale di Aurelio De Laurentiis. Come da previsione, il Napoli ieri – anche nell’ultimo tentativo fatto in mattinata – non ha avuto il via libera dalla ASL per partire per Torino e dunque non s’è presentato allo Stadium esponendosi chiaramente al 3-0 a tavolino, che il club contesterà alla Corte sportiva d’appello federale ed al Coni, al momento anche con fiducia di poter rigiocare la partita non essendosi trattato di un suggerimento ma di un divieto a spostarsi per “la tutela della salute pubblica”.
Il nodo è il protocollo d’intesa stabilito da Governo e vertici del calcio, che permette al campionato di andare avanti isolando i positivi, ma che la ASL ha in modo inequivocabile messo da parte, naturalmente nelle disposizioni, in comunicazioni ufficiali e poi anche in diverse interviste diffuse ieri, sottolineando anche il reato penale che avrebbe commesso il Napoli non rispettando l’isolamento domiciliare. Ed il Napoli si difenderà semplicemente potando il carteggio delle comunicazioni con la Regione e la ASL, centrale nella gestione della situazione come ribadito ieri da tutti i vertici politici. Dal Ministro della Salute Speranza al vice-ministro Sileri decisamente chiaro (“È la Asl che decide, che individua il rischio ponderato dei contatti stretti e decide se questi devono stare in quarantena o no. Bisognerà rivedere il protocollo e dovremo lavorare sulle quarantene”), ma anche il Ministro dello Sport Spadafora s’è espresso sul rispetto delle decisioni delle ASL: “Come è stato più volte chiarito sia nei verbali del Cts che nei Dpcm, alle Autorità sanitarie locali è demandata una chiara responsabilità e una precisa azione di vigilanza”, ed in serata anche il Cts in una nota s’è smarcato: “Il Cts richiama gli obblighi di legge sanciti per il contenimento del contagio dal virus e ribadisce la responsabilità dell’Autorità Sanitaria Locale competente e, per quanto di competenza, del medico sociale per i calciatori”.
Su questo si baserà la difesa del Napoli, come spiegato ieri dal legale del club, Mattia Grassani: “E’ facoltà dell’ente locale concedere o meno questa deroga per spostarsi da una regione all’altra. Nel momento in cui questa deroga non viene concessa e viene messo per iscritto ieri due volte dall’entità locale e una governativa e oggi ribadita dalle autorità sanitarie, il Napoli – ha proseguito alla Domenica Sportiva – ha in mano cinque comunicazioni che dicono che mancano le condizioni per affrontare questa trasferta”. Il club dunque contesterà il probabile 3-0 a tavolino, ma si augura da subito una decisione diversa: “Non basta non presentarsi. Se ci sono comprovate questioni oggettive, e in questo caso la legge dello Stato prevale sui regolamenti sportivi, noi riteniamo che anche in sede di Giudice Sportivo, quando nei prossimi giorni verranno valutati i rapporti di gara, i documenti che il Napoli ha prodotto e le richieste di rinvio documentate, si possa procedere al rinvio della gara. Se dovesse arrivare il 3-0 a tavolino, il Napoli non accetterà in alcun modo questo provvedimento che riterrebbe offensivo nel comportamento pienamente ligio dei propri tesserati e ricorrerà sia alla Corte sportiva d’appello e al Coni per stabilire la verità in cui una partita di pallone non può venire prima della salute di centinaia di persone”. Smentito da Grassani inoltre un mancato rispetto del protocollo, fatto intendere dai vertici bianconeri ieri in serata: “Mai al Napoli è stato contestato qualche inosservanza nella gestione delle positività. Il Napoli a metà pomeriggio era in pullman per partire per Torino, non vi erano problematiche di alcun tipo sarebbe andato tranquillamente a disputare la partita”. Tuttomercatoweb
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