?? SERIE A. Il Milan cala il poker e aggancia il Napoli ? ANTICIPI: la Juve vince, la Fiorentina pareggia ? PIERINO PRATI: addio ad un grande bomber

Milan

Il Milan cala il poker a Lecce, il Brescia pareggia a Firenze. Si chiudono così i primi due match del 27° turno di serie A. Il Milan di Pioli si impone 4-1 e con 39 punti aggancia il Napoli al sesto posto, mentre i salentini guidati da Liverani restano terz’ultimi a 25. I rossoneri passano in vantaggio al 26′ del primo tempo grazie al gol di Castillejo. Sempre nella prima frazione di gioco alla squadra di Liverani viene annullato un gol di Meccariello al 36′ dal Var per fuorigioco. Ad inizio ripresa, al 54′, il Lecce trova il gol del pari. L’arbitro Valeri indica il dischetto dopo uno scontro in area tra Gabbia e Babacar e Mancosu non sbaglia, spiazzando Donnarumma. Il Milan reagisce subito e al 55′ torna in vantaggio con Bonaventura. Conclusione di Calhanoglu dal limite, Gabriel respinge in avanti, sul pallone si avventa Bonaventura che col piatto riporta subito avanti la squadra di Pioli. Poco dopo arriva il tris in contropiede. Clamoroso errore del Lecce che si riversa tutto in attacco sugli sviluppi di un corner a favore lasciando nella trequarti rossonera solo Saponara su Rebic. Il croato servito sulla corsa si invola tutto solo verso la porta di Gabriel e lo batte per il 3-1. Il Lecce accusa il colpo e al 72′ capitola ancora: Calhanoglu apre al limite di destra per Conti che mette il pallone in area dove Leao anticipa Lucioni e di testa infila Gabriel per il definitivo 4-1.

FIORENTINA-BRESCIA 1-1

Nell’altro match che apre la giornata Fiorentina e Brescia chiudono in parità sul punteggio di 1-1. Un punto che serve poco al Brescia che sale a 21 punti ma resta ultimo in classifica, mentre i viola di Iachini salgono a 30 punti. Brescia in vantaggio al 17′ del primo tempo grazie al calcio di rigore realizzato da Donnarumma, il pareggio dei viola arriva al 29′ con Pezzella di testa. Tante occasioni nella ripresa ma nessun gol, con i viola che restano in dici uomini per l’espulsione di Caceres al 70′ a cui segue quella, per proteste, un minuto dopo del tecnico Iachini. AdnKronos

BOLOGNA-JUVENTUS 0-2

La Juventus ha ricominciato il campionato con una bella vittoria a Bologna. E’ stato un risultato importante sia dal punto di vista della classifica che dal punto di vista del morale.

I bianconeri erano stati sommersi di critiche dopo le brutte prestazioni in Coppa Italia. La squadra di Sarri aveva bisogno di una vittoria convincente ed oggi è arrivata a Bologna.

La gara è stata sbloccata da un rigore assegnato dal var. Rocchi non aveva visto una trattenuta di Denswil su De Ligt, per fortuna in suo aiuto è arrivata la tecnologia.

Dagli undici metri non ha sbagliato Cristiano Ronaldo. Il portoghese si è sbloccato dopo l’errore dal dischetto in Coppa Italia contro il Milan.

Poi è arrivata la doppia magia: tacco di Bernardeschi e gol stupendo di Dybala a fil di palo.

Nella ripresa la Juve ha controllato la partita e ha anche colpito un palo con uno scatenato Bernardeschi.

Nel finale di partita, Danilo, entrato a gara in corso al posto dell’infortunato De Sciglio, ha rimediato una espulsione per doppia ammonizione.

I bianconeri sono passati a Bologna imponendo agli avversari la loro condizione fisica più brillante grazie ai precedenti impegni di Coppa Italia.

Grazie a questo successo, i bianconeri si portano a più quattro sulla Lazio seconda in classifica. Una bella boccata d’ossigeno per il criticatissimo Sarri. BlitzQuotidiano

ADDIO PIERINO PRATI

Pierino Prati contro la Juventus

Pochi giorni dopo Mario Corso, il calcio italiano perde un altro dei suoi miti. All’età di 73 anni dopo una lunga malattia è morto Pierino Prati. Milan, Roma le squadre simbolo di una carriera che ha avuto parentesi con Fiorentina, Salernitana, Savona e, solo per qualche partita, con i nordmaericani dei Rochester Lancers. Ma anche in Nazionale Prati ha saputo ritagliarsi parentesi significative. Campione d’Europa nel 1968, fu tra i 22 della spedizione al mondiale in Messico nel 1970.

Il suo nome di Prati legato a tanti gol e a due allenatori: Nils Liedholm e Nereo Rocco. Nel Milan fu lo svedese a prenderlo quando era responsabile del settore giovanile. Ma fu Rocco, dopo una perplessità iniziale (“Pensavo di avder preso un giocatore e non un cantante”, disse quando lo vide arrivare con i pantaloni a zanna d’elefante ed i capelli lunghi) a valorizzarne le qualità di bomber.

Gianni Rivera era il faro di quella squadra, Prati nonostante partisse decentrato, il finalizzatore insieme a Sormani: settantadue gol in 141 partite, le più importanti nella finale di Coppa dei Campioni del 1969, quando con una tripletta occupò quasi interamente il tabellino dei marcatori contro l’Ajax di un giovanissimo talento di nome Johan Cruyff. Emblematica la rete del 4-1 che sigillò il trionfo: un colpo di testa dopo un ricamo infinito del Golden Boy nel tempio del Santiago Bernabeu di Madrid. Ma Prati non finalizzava solo le trovate degli altri, il gol sapeva anche costruirselo. L’esempio nella stessa notte spagnola: ne inventò uno con una bomba da fuori area che non concesse tempo di reazione al portiere olandese Bals.

Oltre al titolo di campione d’Europa, in rossonero arrivò uno scudetto, due coppe Italia, due Coppe delle Coppe, una Coppa Intercontinentale. Era in campo alla Bombonera di Buenos Aires nella finale di ritorno con l’Estudiantes, quando la sfide tra le più forti di Europa e Sudamerica erano più una guerra di culture che partite di calcio. Il Milan aveva vinto 3-0 all’andata e dovette subire una caccia all’uomo degli argentini, che non riuscirono a prendersi il trofeo ma causarono danni a parecchi giocatori milanisti. Combin quello maggiormente brutalizzato, ma anche Prati subì un violento colpo alla testa. 

Quando alcuni problemi fisici sembravano avergli fatto iniziare la fase discendente della carriera, ecco rispuntare Nils Liedholm, che gli regalò una seconda giovinezza con la Roma. Erano anni in cui nella Capitale andava di moda la Lazio, campione d’Italia nel 1974. Nella stagione successiva però, nonostante una partenza difficile, proprio le reti di Prati, che vicino a sè vedeva crescere stelle del calibro di Di Nartolomei e Bruno Conti, consentirono ai giallorossi di conquistare un insperato terzo posto alle spalle di Juventus e Napoli. Era la Roma che cercava di scrollarsi di dosso l’etichetta di ‘Rometta’, delle sgroppate di Rocca sulla fascia o delle intuizioni di Picchio De Sisti a centrocampo. Una squadra ancora adesso amatissima dai tifosi giallorossi dai cinquanta in su: nella mente soprattutto frammenti delle due vittorie nei derby, la seconda proprio con una rete di Prati.

In Nazionale dovette confrontarsi con la presenza a dir poco ingombrante di Gigi Riva. Esordì però in maniera eclatante, decisivo nel doppio confronto dei quarti di finale con la Bulgaria, che consentì all’Italia di passare alla fase a quattro squadre da giocare in casa. Segnò a Sofia la rete che rese ribaltabile la sconfitta (3-2), poi nella gara di ritorno aprì le marcature. Prati giocò la prima finale contro la Jugoslavia, ma dopo lo scialbo pareggio (1-1 targato Domenghini), Valcareggi ne cambiò cinque e non lo confermò nella gara replay dando spazio, nonostante le imperfette condizioni fisiche, all’asso del Cagliari. Inizialmente non selezionato per il Mondiale del Messico del 1970 dopo una stagionecon più ombre che luci, venne chiamato da Valcareggi all’ultimo momento per sostituire Anastasi, che si era banalmente infortunato dopo un gioco con il massaggiatore Tresoldi. La cosa curiosa è che insieme a Prati fu chiamato anche a Boninsegna, cosa che per evidenti ragioni di sovrannumero, costò la celebre esclusione di Lodetti. Prati comunque la partita del secolo con la Germania Ovest e le altre partite in quell’edizione della Coppa Rimet le visse da spettatore: Valcareggi, che in precedenza lo aveva sempre preferito a Boninsegna, quella volta scelse diversamente facendogli di fatto fare il turista di lusso. Repubblica

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