? IL MISTER. Taormina: “Gattuso ha trasformato il Napoli in una squadra vera” ‼️ RINVIATA ANCHE TORINO-PARMA

Gattuso

Una sola sbandata, quella col Lecce. Poi il cammino di Rino Gattuso è stato praticamente perfetto in questi ultimi trenta giorni di resurrezione. C’è la sua firma anche nel successo di Brescia, perché l’impeto con cui ha affrontato la squadra nell’intervallo è stato da autentico condottiero. Ed è probabilmente quello che ha segnato la svolta. Una furia, Ringhio. Ma non solo con le parole (e parolacce, certo), perché lo stato d’animo del tecnico è tutto nella rabbia con cui ha preso a calci qualsiasi cosa gli capitasse a tiro in quello spogliatoio nell’intervallo. Motivo per cui a fine gara era persino dolorante a un piede. In certi casi, quindi, le parole vengono superate dalle immagini. E la rabbia di Gattuso non deve essere stata una scena che ha dato serenità agli azzurri. In quei momenti, si può capire se la squadra sta con l’allenatore oppure no: perché se non vengono gradite certe irruenti reazioni di stizza, i calciatori possono anche decidere di lasciar affondare l’allenatore nella propria rabbia. Non è andata così. Ringhio ha poi mandato un altro segnale: quando la squadra è rientrata in campo, nel secondo tempo, era lui quello davanti a tutti. Come a suonare la carica. Il Napoli, grazie a Gattuso, è ora una squadra vera, quadrata, magari non brillante nel gioco, ma solida nelle sue convinzioni. E unita, come non lo era il giorno in cui Gattuso è arrivato a Castel Volturno, dove ha trovato solo macerie.

De Laurentiis è consapevole che il lavoro fatto da Ringhio non è di poco conto e ne è soddisfatto. Anche delle prestazioni perché il tecnico calabrese è riuscito non solo a raddrizzare le sorti di una stagione compromessa dalla gestione di Ancelotti, ma è anche riuscito a smussare molte situazioni esplosive. La squadra lavora e basta: certo, in tanti sognano il rinnovo del contratto promesso, ma in quale squadra i giocatori non pensano al modo di guadagnare di più? La questione-multe non è mai finita sul tavolo di Gattuso che pretende solo lavoro e sudore. Anche ieri mattina, nel brevissimo colloquio che ha avuto con la squadra lo ha ripetuto: «Se fate quello che sapete fare, anche con il Barcellona sarà una bella notte». De Laurentiis lo segue passo dopo passo: lo chiama spesso, i suoi messaggi sono continui.

De Laurentiis non ha mai pensato di far sedere sulla panchina azzurra un re Travicello. A Gattuso ha fatto firmare un contratto fino al giugno 2021, vincolandolo con le solite clausole che consentono al club di liberarsi prima. Non è una novità, anzi è la normalità. Il Napoli ha una opzione, come c’era anche nei contratti di Sarri e persino in quello di Ancelotti: entro il 30 aprile può rescindere il contratto, pagando una penale. Ma, sia pur nella fretta di cominciare l’avventura, anche Gattuso ha strappato delle condizioni a suo favore nella sede della Filmauro a inizio dicembre: ha una contro-opzione, nel senso che anche se il Napoli decidesse di confermarlo, lui potrebbe decidere di andar via, pagando una somma per rescindere unilateralmente. Il contratto non è in cima ai pensieri né di Gattuso né di De Laurentiis. Figurarsi. Ma se dovesse continuare con questo passo, non è escluso che Gattuso possa persino essere chiamato a prolungare il contratto di un altro anno. Insomma, Gattuso prima di tutto. Ed è giusto che sia così: d’altronde, il rapporto con la società è sereno e ogni decisione verrà presa di comune accordo e più in là nel tempo. C’è soltanto un futuro immediato all’orizzonte di Gattuso ed è il Barcellona. Non credete alle sue parole: passare il turno e piombare nei quarti di finale è uno dei suoi obiettivi. Ma sa anche bene che questa squadra non ha bisogno di motivazioni particolari per preparare le notti di Champions perché è quello che sa fare meglio, mentre si sgonfia quando c’è il campionato, quando ci sono squadre come il Cagliari e il Brescia. E poi il Torino. Ed è normale, quindi, dire certe cose. Pino Taormina per Il Mattino

ULTIMORA. RINVIATA TORINO-PARMA PER ALLARME CORONAVIRUS

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