L’ANALISI. Palmiero: “Ritmo scudetto ed una macchina quasi perfetta”

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Il Napoli conquista tre punti fondamentali sapendo soffrire e portando a termine una gara davvero complessa in un campo dove anche la vecchia signora è uscita con le ossa rotte.
Gli azzurrissimi hanno giocato 30 minuti di altissimo livello dove sono riusciti a realizzare ben due reti (anche se il divario poteva essere più ampio) salvo poi iniziare a specchiarsi e a sbagliare completamente il palleggio a centrocampo facendo, di fatto, far venire fuori un buon Milan capace di accorciare le distanze e di essere pericoloso in più di un’occasione.
Per nostra fortuna la squadra di Montella non è riuscita a mantenere il ritmo anche nel finale di partita concedendo qualcosina agli azzurri che non riescono a chiudere il match anche a causa della poca precisione di Mertens.

Ciò che va assolutamente analizzato è il ritmo che il Napoli sta mantenendo da Novembre a questa parte, una vera e propria macchina da goal e da punti che rasenta la perfezione.
Dopo il deludente pareggio con il Sassuolo, ottenuto in casa il 28 Novembre scorso, il Napoli ha racimolato la bellezza di 19 punti sui 21 disponibili con 6 vittorie ed un pareggio, quello di Firenze. Tra le trasferte di Milano e Firenze il Napoli ha recuperato alla Juventus ben 4 punti, la squadra di Torino non è sembrata così invincibile al di fuori delle mura amiche.

Dal Novembre 2015 il Napoli resta imbattuto per ben 10 gare consecutive oltre ad aver vinto tutte le gare del 2017, compresa quella di Coppa Italia contro La Spezia.
Ciò che conta adesso è mantenere questo passo visto e considerato il percorso che gara dopo gara diventa sempre più arduo e ricco di impegni a partire da martedì contro la Fiorentina dove gioco forza in molti riposeranno.

Il Maestro Sarri, però, può contare su di una rosa folta come non mai a partire dal centrocampo composto da ben sei uomini chiave capaci di giocare tutti a Milano e di disputare una buona prova. In difesa si è riuscito a far bene anche senza Koulibaly e Ghoulam, due pedine fondamentali, e non va dimenticato che gli azzurrissimi hanno dovuto far fronte alla mancanza dell’attaccante titolare per tutto questo tempo “adattando” Mertens come falso nueve.

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