A CONTI FATTI. Francesco Squitieri: “I meccanismi Champions premiano chi investe di più. A gennaio oltre alla punta va preso anche un esterno di difesa”

Immagine: Official SSC Napoli
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Gli ottavi di finale della Champions hanno riservato al Napoli la più affascinante e difficile sfida contro i pluricampioni del Real Madrid, sicuramente la più ostica avversaria che poteva capitare al Napoli dall’urna della Champions League.

Saranno contenti gli appassionati del bel calcio. Ma lo è ancora di più Aurelio De Laurentiis per la pioggia di milioni che arriverà nelle case del Napoli per il prevedibile tutto esaurito della prossima sfida di marzo al San Paolo contro gli spagnoli.

Non che fino ad ora ADL si possa lamentare. Le prime 6 partite di Champions per il Napoli sono valse circa 60 milioni di euro tra premi di partecipazione, market pool, passaggio del turno e incassi derivanti dalle partite vinte. Senza considerare gli incassi dalla vendita dei biglietti che sono stati pari ad altri 3,6 milioni di euro.

Introiti fondamentali per il Napoli, che invece dalla gestione ordinaria della società non riesce a fare l’auspicato balzo in avanti. Infatti per il secondo anno consecutivo il Napoli ha chiuso con il bilancio con una perdita di 3.211.239,16 euro, come rilevato dal portale calcio&finanza, seppur in miglioramento di quasi 10 milioni di euro rispetto al rosso di 13,1 milioni del bilancio 2015. Anche sull’esercizio 2015-2016, quindi, così come su quello precedente, ha pesato la mancata partecipazione alla Champions League e l’assenza di grandi plusvalenze di mercato, come quelle che in passato (es. Lavezzi, Cavani) avevano permesso al club di compensare i costi di gestione.

E’ ovvio quindi che per una squadra come il Napoli, che non può contare sui fatturati delle principali competitors italiane ed europee, dare continuità al percorso europeo è a dir poco fondamentale per la sopravvivenza ai vertici del calcio. Ancor di più con la riforma della Champions League che dal 2018 vedrà la partecipazione stabile di quattro squadre italiane, con introiti prevedibili per circa 100 milioni di euro in più all’anno e che potrebbe consacrare definitivamente il Napoli nel gotha del calcio europeo.

A meno che De Laurentiis non ci metta lo zampino. I successi della squadra, infatti, la comprensibile euforia per il passaggio agli ottavi di Champions, il gioco spumeggiante che la squadra è ritornata ad esprimere in campionato fanno felici noi tifosi, ma non devono farci chiudere gli occhi su alcuni errori fatti dalla società. 

L’infortunio di Milik ed il mancato acquisto di una punta di riserva questa estate (Gabbiadini si è sempre saputo che non poteva essere un sostituto di Milik ed era inoltre un giocatore non adatto agli schemi di Sarri) hanno reso il Napoli per mesi privo di un terminale in attacco. Una lacuna nella rosa che ha messo (ad onor del vero ha pesato molto anche l’infortunio di Albiol) ad un certo punto in forse anche il passaggio del turno in Champions. Ed in campionato i punti di distacco dalla Juve che il Napoli ha accumulato nel corso di questi mesi di assenza di Milik sono saliti ad 8, e sarebbero potuti essere anche di più se non fosse stato per qualche passaggio a vuoto della squadra bianconera. Mentre per demeriti altrui, il distacco dalla zona Champions è ancora di soltanto un punto. Il Napoli è quindi riuscito ad uscire solo con piccole ferite da una situazione che poteva essere ben peggiore.

Subito dopo aver saputo che la dea bendata aveva riservato il Real Madrid dall’urna della Champions, il presidente de Laurentiis ha subito affermato: “compreremo un attaccante”. Bene, meglio tardi che mai. Ma una squadra che non vuole correre rischi inutili, che vuole vincere, che non vuole mancare quest’anno il piazzamento in zona Champions League, l’attaccante lo avrebbe comprato questa estate. E quest’ inverno non si fermerebbe solo all’attaccante, caro Presidente.

Ma ADL la vede diversamente e da bravo comunicatore butta la croce su Sarri. “Ci serve soltanto una prima punta tradizionale e basta. Abbiamo sotto gli occhi l’esempio di Rog. Per entrare negli schemi del nostro tecnico occorrono dai due ai tre mesi. Che faccio? Prendo altri giocatori per poi utilizzarli appena per qualche partita?”, ha sentenziato ieri il Presidentissimo.

Siamo stati i primi a dare il merito a De Laurentiis, questa estate, di aver finalmente completato (con qualche anno di ritardo però) il centrocampo con giocatori giovani e di spessore e con due ricambi per ogni ruolo. Ma se Hysaj si becca una influenza, voi ce lo vedete il buon Maggio contrastare il pallone d’oro Cristiano Ronaldo sulla fascia?

Oltre ad un attaccante, caro Presidente, serve anche una alternativa per la fascia sinistra, possibilmente ambivalente, visto che il Napoli perderà anche Ghoulam per un mese in vista della Coppa d’Africa. Così ragionano le squadre che vogliono vincere, e che poi infatti vincono puntualmente. Anche perché più vincono e più aumentano i loro fatturati.

Che poi c’è da dire che l’attaccante ADL se lo pagherà in sostanza con il soldi derivanti dalla cessione di Gabbiadini, per rimediare ad un evidente errore della campagna acquisti estiva. Ciò significa che il tesoretto accumulato dalla partecipazione alla Champions League non verrà utilizzato per il rafforzamento della rosa.

Non si capisce davvero questa politica dei piccoli passettini di De Laurentiis. Il sistema calcio, e la Champions ancora di più, sono basati su un meccanismo che premia chi spende, chi investe. E per quanto detto sopra, il piazzamento in zona Champions anche per quest’anno è fondamentale per il futuro del Napoli. Ma perché metterlo a rischio per un acquisto mancato?

E’ evidente che ADL è padre-padrone di questo Napoli e che con Sarri viaggia ormai su due binari separati. Forse per un club che aspira a vincere non è più rinviabile nemmeno il tema della definizione di una struttura societaria articolata, completa, in cui ognuno faccia il suo mestiere e consona ad una big del calcio europeo. Non perché lo siamo già, ma proprio perché aspiriamo ad esserlo.

E ci sarebbe bisogno di uno stadio nuovo. Ma questo è un altro discorso…..

Francesco Squitieri

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