A CONTI FATTI. Francesco Squitieri: “De Laurentiis investa bene e subito altrimenti c’è il rischio che il giocattolo si rompa”

E alla fine tradimento fu. Ed è stato subito sgomento in casa Napoli, con i tifosi napoletani che piangendo lacrime amare hanno iniziato a prendersela con “core ‘ngrato” Gonzalo Higuain.

Il passaggio di Higuain alla Juve è stato accolto dal grande stupore di tutti, tifosi ed addetti ai lavori e, a quanto pare, anche della società. Eppure, come avevamo scritto qualche giorno fa (clicca e leggi), non era affatto difficile cogliere i segnali che davano il “tradimento” del Pipita ed il passaggio alla Juve come il finale più probabile della telenovela dell’estate. Come scrivevo infatti nell’articolo, “quello che stava andando in scena era solo il primo atto di una commedia il cui finale era già scritto” e le parole di Marotta dopo l’assemblea della lega calcio “erano state parole di rito, ma che in realtà la società bianconera stava solo prendendo tempo per raggranellare i soldi per pagare la clausola del Pipita”.

Ora, se il dubbio era venuto a noi, sicuramente avrà sfiorato anche la dirigenza del Napoli. Tuttavia è indubbio che il Napoli si è lasciato trovare spiazzato dall’esito amaro della vicenda Higuain.

Analizzando i suoi 12 anni da Presidente, De Laurentiis ha sempre puntato su giocatori giovani, da valorizzare e rivendere realizzando plusvalenze (vedi le operazioni Lavezzi, Cavani ed Higuain). Ma soprattutto ha più o meno sempre giocato di anticipo sul mercato, almeno nelle suddette operazioni importanti. Questa volta però è diverso: il Napoli sembra essersi fatto trovare impreparato ed opera ora sul mercato alla ricerca affannosa di un sostituto che non faccia rimpiangere troppo la partenza del Pipita, giocando in più a carte scoperte, perché tutte le società sanno della disperata ricerca del Napoli. E siccome nel calcio, come nella vita, nessuno ti regala niente, il rischio è che giocheranno al rialzo, sopravvalutando i propri giocatori.

De Laurentiis ha speso più di una conferenza stampa per mettere in scena una strategia mediatica che facesse passare il Pipita come traditore. La strategia di De Laurentiis di depistare le colpe sarebbe anche potuta riuscire. Del resto lo ha comprato a 40 e lo rivende a 29 anni a 90, non male. E’ stata sicuramente una operazione economicamente riuscita. Ma ad un patto, e cioè quello di non farsi trovare spiazzato sul mercato. Solo così i tifosi avrebbero potuto, non dico accettare quanto accaduto, ma quanto meno digerirlo con più facilità. Così non è stato però, ed è questo al momento ciò che più irrita i tifosi del Napoli, al pari della volontà del Pipita di essere voluto andare a giocare nella odiata Juve.

Ormai De Laurentiis lo conosciamo e non scopriamo di certo l’acqua calda. E’ un ottimo imprenditore e ha quindi tutto l’interesse affinché il prodotto-Napoli tiri, arrivando secondo, terzo, così che i tifosi possano riempire lo stadio e comprare le magliette, i prodotti di merchandising e infine realizzare mostruose plusvalenze. Ma De Laurentiis dovrebbe anche capire che nel calcio per vincere è necessario anche prendersi il rischio di impresa e quindi, a volte ed in circostanze storiche particolari, fare il passo più lungo della gamba. De Laurentiis è invece sempre alla ricerca dell’affare e con un occhio sempre attento a bilancio, e quindi difficilmente pagherà mai un giocatore più del suo valore di mercato, perché sarebbe limitata la possibilità di valorizzare l’investimento in futuro. Il rischio di questa strategia è però fare del Napoli una eterna seconda, quando va bene.

Tralasciando per un attimo la vicenda Higuain, gli unici al momento acquisti di Tonelli e Giaccherini, buoni giocatori ma che di certo non fanno fare il salto di qualità alla squadra, fanno temere che il Napoli abbia intrapreso questa direzione anche in questo mercato estivo. E l’amarezza dei tifosi del Napoli e alta perché c’è il rischio di sciupare l’opportunità di rafforzare la squadra sulla spinta dell’attrattività che regala la partecipazione alla Champions League e anche per gli introiti per le casse del Napoli derivanti dall’accesso diretto alla massima competizione europea. I 90 e passa milioni  della clausola del Pipita non lasciano più alibi. E’ il momento di investire nella squadra, prendendosi anche qualche rischio in più per comprare quei giocatori che ti cambiano il volto della squadra, come del resto fanno le squadre che vogliono vincere e che poi infatti, così facendo, vincono (Juve docet)

De Laurentiis ci ha abituato spesso a colpi di teatro ed il mercato è ancora lungo. Ma c’è da fare in fretta ed è quanto mai necessario un definitivo cambio di mentalità nella gestione de Napoli, altrimenti il rischio serio che si corre quest’anno è quello di rompere il giocattolo: altri giocatori del Napoli, non vedendo allestire un progetto vincente, potrebbero infatti chiedere di andare via, facendo regredire il Napoli da eterna seconda ad eterna incompiuta. Ed infatti già incombe minaccioso all’orizzonte il caso-Koulibaly…

Francesco Squitieri

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