A CONTI FATTI. Francesco Squitieri: “Affair Higuain, puzza di tradimento?”

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Solo due giorni fa Marotta e De Laurentiis sembravano aver messo fine, a margine dell’assemblea della Lega calcio, all’affair Higuain che a questo punto sarebbe atteso a Napoli il prossimo 25 luglio nel ritiro di Dimaro, per la gioia dell’allenatore Sarri e di tutti i tifosi del Napoli. Ma andrà proprio così? Tanto rumore per nulla quindi?

Sono in molti ad aver creduto al lieto fine, ma analizzando i fatti i dubbi aumentavano. Innanzitutto il “per ora” di Marotta (“Non pagheremo la clausola per Higuain, trattativa chiusa, per ora”) lasciava non poche perplessità. I tifosi infatti ricordano che lo stesso Marotta aveva negato che la Juve avrebbe mai utilizzato la clausola per Pjanic. “Non credo per il momento. La clausola non la utilizzeremo mai”, affermò Marotta. Tutti sanno che il finale è stato poi ben diverso. Le dichiarazioni del fratello-manager di Higuain sono state tanto deflagranti quanto sprovvedute (quanto sprovvedute lo si capirà alla fine della telenovelas!), ma hanno comunque manifestato la volontà, mai smentita dal fratello, di voler cambiare aria. Una volontà confermata di fatto anche da una frase sibillina di De Laurentiis: “potrei pensare che forse il calciatore potrebbe bussare a qualche personaggio di un club, compreso qualcuno alla Juventus, ma li farei comunque ragionare dicendo che per me non è il caso di insistere”.

Insomma, il sospetto è che quello di qualche giorno fa sia stato solo il primo atto di una commedia il cui finale è già scritto. La tesi è confermata da Tuttosport, quotidiano molto vicino alla Juve, secondo cui l’esito dell’affair Higuain non è così scontato e, aldilà delle parole di Marotta, in realtà “la Juventus potrebbe pigiare sull’acceleratore, attraverso i soldi procurati da alcune cessioni: dopo i 30 mln arrivati dell’affare Morata, si andranno ad aggiungere anche i 25 mln per la cessione di Zaza”. Nella Juve inoltre tiene banco l’affare Pogba che si dirige sempre più verso il Mancester United per una cifra mostruosa di 125 milioni. Infine, non sono da sottovalutare le trattative che riguardano Bonucci, cercato dal  Manchester City per il quale avrebbe messo sul piatto la cifra di 60 milioni di euro che fanno gola alla società (che si è già cautelata con l’acquisto di Benatia) ed anche al giocatore che andando al City guadagnerebbe 40 milioni in 5 anni, oltre il doppio di quanto prende in bianconero.

Insomma, sperando di sbagliarci, la Juventus è una società a cui non manca liquidità, anzi ne hanno in abbondanza. Il sospetto è che quelle dell’altro giorno da parte di Marotta siano state parole di rito, ma  in realtà la società bianconera sta solo prendendo tempo per raggranellare i soldi per pagare la clausola del Pipita, il cui acquisto la renderebbe un undici da paura.

De Laurentiis da grande imprenditore e da uomo scaltro qual’ è, sta giocando bene la sua partita, perché se anche perde il giocatore avrà incassato il massimo, ed i tifosi, per come si sono messe le cose, non se la prenderanno con il Presidente. Tuttavia anche De Laurentiis sa benissimo che finchè la clausola esiste, il caso non è archiviato e che alla fine tutto dipenderà dalla volontà del giocatore. Ed in questo senso vanno lette le sue dichiarazioni di ieri: “bisogna vedere se Higuaing vorrà tradire questo amore che ha giurato ai napoletani”.

Insomma, anche De Laurentiis, aldilà delle parole di facciata, sente puzza di “tradimento” e sa bene che la Juve resta al momento la squadra più probabile di approdo per il giocatore. Se il Presidente vuole veramente allestire una squadra competitiva, cerchi di gestire la vicenda in modo proattivo e non solo aspettando le mosse del giocatore e della squadra bianconera. Deve fin da subito guardarsi attorno e cercare un valido sostituto che possa non far rimpiangere, almeno non troppo, l’eventuale partenza di Higuain. Perché fidarsi e bene, ma nel mondo del calcio, non fidarsi è meglio.  Farsi trovare spiazzati sarebbe una colpa grave per i tifosi del Napoli, al pari del “tradimento” del Pipita. E magari potrebbero avere il sospetto che il gioco delle parti sia stato reciproco.

Francesco Squitieri

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