PROVERBI AZZURRISSIMI. Roberta Turco: “LA DIFFERENZA FRA LA GLORIA REALE E QUELLA FITTIZIA……”.
Ci sono storie che non avrebbero senso di esistere se non rispettassero un preciso finale. Poi ci sono eventi che, improvvisamente, fanno vacillare la certezza di una gioia. Infine ci sono protagonisti che prendono quei bastoni che gli sono stati messi tra le ruote ed entrano in maniera ancora più prepotente nella storia.
C’erano eroi troppo antichi, quelli che rendono i giovani troppo giovani e i vecchi troppo stanchi. C’erano storie ormai sbiadite e speranze del tutto sopite. C’era la voglia di rinascere, la solita smania di rivincita e Napoli non poteva farlo se non in questo modo. Napoli ed il Napoli, per l’ennesima volta, hanno dovuto combattere prima contro se stessi, contro lo scetticismo che (probabilmente) maschera la paura di sognare troppo, poi contro le critiche del mondo circostante che senza alcuna delicatezza si sono abbattute su tutto e tutti prima ancora di cominciare. E’ stato proprio quello l’errore determinante, quello che differenzia un critico da un idiota: la fretta.
Maurizio Sarri ha lasciato che molti (troppi) sprecassero fiato ed attenzione sulla sua tuta, sulla sua immagine poco televisiva, ed ha approfittato della distrazione per poi mettere sotto gli occhi degli stessi un calcio che lasciasse senza parole. Sarri non ha sprecato fiato perchè i suoi polmoni servivano per supportare la fatica ed il lavoro e lui non si è mai fermato, non ha mai esitato. Maurizio Sarri ha fatto calcio a casa di chi era abituato a venerare un solo D10S da troppo tempo.
A proposito di quello là… c’è il capitano, uno che in silenzio ha sposato la maglia azzurra, uno che la cresta l’ha sempre portata alta, uno che dinnanzi a Partenope non ha mai voluto sfigurare. Marek Hamsik, nel momento del bisogno, nella sera della festa, ne ha fatti 81 in serie A come Diego Armando Maradona. Il capitano più discusso della storia, una storia che racconta di un amore che parte da lontano e che non vede più fine. Grazie Marek.
Infine lui, quello che dopo 66 anni spazza via un record che sembrava indissolubile. Lui che, NONOSTANTE LA SQUALIFICA, segna una tripletta all’ultima giornata, lui che il terzo gol lo fa in rovesciata. Gonzalo Higuain ha esagerato. Gonzalo Higuain ha preso la storia del calcio e l’ha riscritta in una manciata di minuti, Gonzalo Higuain si è fidato di quell’allenatore sconosciuto ed ha vinto giorno dopo giorno. Gonzalo Higuain ha vestito l’azzurro e l’ha portato al trionfo. Gonzalo Higuain avrà per sempre un posto nei racconti dei napoletani, quelli che si tramandano di generazione in generazione.
Gonzalo Higuain ha superato Nordhal in rovesciata.
Il Napoli entra in Champions dalla porta principale ed il tappeto rosso è d’obbligo. Grazie Napoli.
Ci sono storie che non avrebbero senso di esistere se non rispettassero un preciso finale.
“LA DIFFERENZA FRA LA GLORIA REALE E QUELLA FITTIZIA, STA NEL SOPRAVVIVERE NELLA STORIA O IN UNA STORIA”. Albert Einstein
Condividi questo articolo: