PROVERBI AZZURRISSIMI. Roberta Turco: “Molti pochi fanno un… assai”

Callejon

Con il sudore, la fatica, la certezza dei propri mezzi, la classe. Con Hamsik, Higuain e Callejon; Con Koulibaly che spesso resta da solo lì dietro perché basta…e avanza.

Edy Reja l’ex che non perde mai l’occasione di accarezzare la sua Partenope, Napoli la città che gli sarà sempre riconoscente per i risultati e, soprattutto, per quest’ attaccamento diventato indissolubile. Napoli che sostiene, oltre tutte le sterili critiche, l’unica squadra italiana che ha segnato 100 gol in questa stagione.

Nelle ultime giornate di campionato, com’è risaputo, non esistono partite dai risultati scontati. Non è scontato nemmeno mantenere (ancora) un’imbattibilità casalinga che nessuno, in serie A, è riuscita ad eguagliare (18 gare con 15 vittorie e 3 pareggi).

Marek Hamsik, dopo aver festeggiato le 400 presenze in azzurro e dopo aver giurato fedeltà a questa maglia, illumina il percorso per l’ascesa azzurra. Suo l’assist per la prima rete di Gonzalo, sua l’illuminazione, sua la classe, sua la completezza di chi riesce a conciliare il lavoro sporco con quello sublime. Marek è fondamentale per questo Napoli, che lo vogliate vedere oppure no.

Altra pedina insostituibile, sempre titolare e sempre decisivo è, ovviamente, Josè Maria Callejon. Suo l’assist con il contagiri per la doppietta di quello là, suoi i ripiegamenti difensivi, sua la superiorità numerica in difesa e in attacco. Sua la voglia di restare e di fare veramente la differenza. La rete dell’Atalanta è il risultato di un rocambolesco rimpallo su Albiol ma, nella gara del San Paolo, la squadra di Sarri si prende spesso il lusso di lasciare come unico baluardo difensivo Koulibaly, montagna che da sola basta e avanza contro la maggior parte degli avversari. La sua crescita esponenziale l’ha reso l’ennesimo intoccabile per Maurizio Sarri. Come dargli torto?

Infine Lui, Gonzalo Gerardo Higuain. Si, il suo secondo nome è Gerardo ed è forse l’unica cosa mai detta di questo campione di cui sono state cantate e ricantate le lodi milioni di volte. Il Pipita prende a schiaffi la sua squalifica siglando una doppietta che lo porta a sole tre reti dal record. Segna perché il gol è la sua dipendenza, segna perché lui non ha mai avuto paura di fermarsi, segna perché ha una squadra alle spalle che gli è stata cucita addosso, come il più elegante degli abiti. Gonzalo Higuain segna perché è forte come nessuno in Italia e come pochi (pochissimi) in Europa. Ad un passo dal record, appuntamento a Torino.

“MOLTI POCHI FANNO UN ASSAI”

Roberta Turco

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