L’ANALISI. David Lopez, da esubero a dodicesimo uomo

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A leggere le statistiche ci scappa anche qualche sorriso. Perché David Lopez, il dodicesimo azzurro più impiegato in stagione da Maurizio Sarri, è lo stesso calciatore che in estate, per caratteristiche tecniche, era in lista di sbarco perché poco indicato a ricoprire il ruolo di interno nel nuovo centrocampo a tre. Poi la riconferma (forzata, per mancanza di reali offerte) si è trasformata in opportunità, perché lo spagnolo – favorito dall’assenza di valide alternative a centrocampo – ha scalato le posizioni inserendosi a ridosso dei titolarissimi, alle spalle dell’undici classico (quasi) sempre impiegato in campionato.

DODICESIMO UOMO – David Lopez ha debuttato dal primo minuto contro il Sassuolo a fine agosto. La scelta fu dettata dalle precarie condizioni fisiche di Allan, neo acquisto, che si impossessò di una maglia da titolare la settimana successiva e da allora non l’ha più persa. Ma tra Europa League, turnover scientifico e Coppa Italia, lo spagnolo ex Espanyol è ugualmente riuscito a collezionare 1400 minuti totali in maglia azzurra, dodicesimo nella classifica complessiva, immediatamente alle spalle di Jorginho (2175) e più in alto di altro co-titolari quali Mertens (1321), Chiriches (1317) e Valdifiori (1251).

INTELLIGENZA – Dal punto di vista tecnico, l’impiego di David Lopez è spesso una “forzatura”, dato che lo spagnolo non ha nelle sue corde le caratteristiche tipiche di una mezzala (come i tempi d’inserimento), ma con abnegazione ed umiltà, pur non impressionando particolarmente, il classe ’89 è riuscito a farsi apprezzare facendo leva sulle sue qualità da mediano di rottura, di corsa, di sostanza. David Lopez antepone alla giocata complessa l’appoggio semplice. Preferisce non strafare per non sbagliare, quasi mai azzarda lanci in profondità o aperture panoramiche, si limita al compitino e nel suo piccolo riesce anche a rendersi utile perché sa mantenere la posizione, garantire equilibrio, disorientare gli avversari quando oltrepassano la metà campo.

MANCANZA D’ALTERNATIVE – Alla base del suo sorprendente impiego una conclusione che sa di banalità: David Lopez non ha rivali. Poteva averne se solo Grassi, acquistato a gennaio per ricoprire il medesimo ruolo, non si fosse infortunato nel primo giorno d’allenamenti a Castel Volturno. Lo spagnolo è la primissima alternativa sia ad Hamsik che ad Allan, sebbene con entrambi non abbia (quasi) nulla in comune. Ma il giovane Dezi (ora in prestito al Bari) e il giovanissimo Chalobah (utilizzato pochissimo) non sono mai state reali opzioni valutate da Sarri, dunque “costretto” ad affidarsi sempre e solo allo spagnolo per far rifiatare i due interni titolari. Come lo scorso anno, anche in questa stagione, a dispetto delle critiche e del lecito scetticismo, David Lopez ha saputo ritagliarsi il suo spazio in squadra senza mai risultate un peso né un limite alla crescita collettiva del gruppo.

Fabio Tarantino (Tuttonapoli)

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