Non basta il turnover: il calo di Allan dopo due panchine
Non è bastato il turnover per tenere al top della condizione tutta la rosa. Il Napoli ha terminato piuttosto bene la gara di Firenze, riscattando un primo tempo di estrema sofferenza, sfruttando anche il calo dei viola, che per un’ora avevano pressato a ritmi altissimi. Nonostante questo, è parso evidente il calo di forma di diversi elementi, quelli paradossalmente preservati nelle precedenti sfide. Al di là di Ghoulam, in difficoltà in fase difensiva ad ogni progressione di Tello, chi ha sofferto di più ritmo ed intensità del match è stato Allan, che fino a venti giorni fa si esaltava proprio in queste circostanze e rappresentava l’uomo in più a centrocampo.
Il calo dell’ex Udinese ci riporta alle parole di Maurizio Sarri dopo la sfida al Milan, quando non parlò di stanchezza, ma di calo fisiologico: “Un atleta non può stare al top per tutto il campionato, non si tratta di stanchezza”. E non a caso Allan è arrivato alla gara di Firenze senza alcun sovraccarico: era stato risparmiato sia all’andata (solo sette minuti finali) che al ritorno con il Villarreal, per poi soffrire a Firenze come mai in stagione. L’altro lato della medaglia, invece, è rappresentato da Marek Hamsik: lo slovacco non ha saltato un minuto del tour de force tra Juventus, Milan, Fiorentina e le due sfide col Villarreal ed in almeno un paio di sfide è stato tra i migliori.
Più volte, volendo prendere il lato positivo dell’eliminazione europea, Sarri ha sottolineato che ora la squadra potrà allenarsi e sfruttare la settimana tipo. Il turnover infatti pur essendo necessario, non esclude difficoltà fisiche inevitabili per una squadra impegnata ogni tre giorni con i giocatori che si ritrovano ad allenarsi giocando, non essendoci possibilità per quei carichi di lavoro di inizio settimana a cui lo stesso Sarri era abituato negli anni scorsi, quando non aveva impegni europei a cambiargli i piani.
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