ALTRE PALLE. “Full” Fiorito: Storie a lieto fine e storie commoventi

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In attesa di scoprire chi saranno le quattro finaliste che si contenderanno i conference championchip, mi sono giunte all’orecchio alcune storie che vorrei condividere.

La prima riguarda Giannis Antetokounpo. La famiglia Antetokounpo è emigrata dalla Nigeria in uno dei quartieri poveri di Atene dove il “piccolo” Giannis, adolescente di oltre 2 metri, aiutava i genitori vendendo abbigliamento taroccato per le strade. Ed è stato proprio in strada che lui e il fratello vengono notati dai dirigenti di una squadra di Atene. Il resto, come si dice è storia. Giannis esplode; gioca ad Atene, ottiene la cittadinanza Greca, firma un quadriennale con il Saragozza e, appena diciannovenne, viene scelto al Draft di quest’anno da Milwakee. Tra i pro dell’NBA arriva in punta di piedi, chiedendo se potrà avere un autografo da Kobe Bryant. Quando è sul campo però si trasforma, arrivando ad essere il più giovane titolare di questa stagione.

Da una storia a lieto fine ad una commovente. Sam Barnes ieri sera avrebbe dovuto essere il capitano dei Patriots nella partita di play off contro Indianapolis. Sam era afflitto da una malattia rara che si chiama progeria: il tuo corpo invecchia molto più velocemente di te. Lui sembrava un anziano piccolo piccolo, ma aveva la vitalità e l’entusiasmo tipici dei suoi 17 anni anagrafici. I signori Barnes, entrambi medici, si sono fatti in quattro per migliorare l’esistenza del figlio, arrivando a trovare un trattamento che gli ha prolungato la vita ben oltre quanto dicesse la medicina. Una fondazione creata dalla famiglia ha finanziato un documentario su di lui e su come affrontava con coraggio la sua quotidianità. “la vita secondo Sam”, prodotto dalla HBO è ora candidato agli Oscar. Alla prima del film ha assistito anche Robert Kraft, proprietario dei Patriots, che quando ha saputo che la famiglia Barnes viveva a Foxboro, ad un tiro di sputo dal campo di gioco della sua squadra, ha voluto conoscere il piccolo Sam, invitandolo a fare un discorso motivazionale alla squadra. Ieri sera dunque i Patriots gli avevano conferito il ruolo di capitano onorario, ma lui  non ce l’ha fatta: Sam Barnes è morto nel pomeriggio.

A tirarci su il morale ci pensa la storia di Lolo Jones, Olimpionica sui 100 ostacoli e campionessa mondiale anche di bob. Il comitato antidoping si deve essere chiesto come facesse ad eccellere in discipline così diverse ed è andato a fare un controllo a sorpresa. Peccato che quella sera Lolo compisse gli anni. Non potendo rifiutare il controllo la simpatica Atleta Americana ha invitato gli ufficiali dell’antidoping alla sua festa di compleanno, fornendogli, dopo qualche ora, anche l’agognata provetta.

“la prossima volta che mi controlleranno nel giorno del mio compleanno, spero mi portino un regalino – ha twittato la Jones a fine serata – una bottiglietta d’acqua andrebbe benissimo”.

Chiudo con una breve storia appena cominciata. Tempo fa Marco Mutti, presidente della squadra di football dei Seamen Milano, nella quale ha giocato un secolo fa anche chi vi scrive, ha ricevuto la seguente mail: “Salve, sono Joe Avezzano, vorrei avere qualche informazione sul football Italiano e sulla vostra squadra”.

Per gli amici del blog, non addentro agli sport a stelle e strisce, Joe Avezzano ha vinto da allenatore 3 campionati coi Dallas Cowboys. Facendo le dovute proporzioni, sarebbe come se Benitez a fine carriera si mettesse ad allenare una squadra in Nuova Zelanda ! Spero sinceramente sia l’inizio di una bella favola per la mia ex squadra.

 

Giuseppe“Full” Fiorito, grande appassionato di sport a stelle e strisce e telecronista per hobby, ha frequentato l’Isef della Lombardia e giocato a Football Americano

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