LA CRITICA. Corbo: “Squadra da operetta, al Napoli serve De Laurentiis”
Giusta l’idea di un ritiro. Ma ad una condizione. Che Aurelio De Laurentiis scriva al primo rigo degli ospiti il suo nome. A questo Napoli manca un presidente. Carismatico e senza macchie, quindi non ricattabile né flessibile. Per estirpare un virus che si è impadronito del Napoli più della scellerata sequenza di infortuni. Si sentono tutti intoccabili e innocenti, ognuno vittima di un altro.
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Fu utile anche nella primavera del secondo anno di Benitez, quando un più energico presidente decise di commissariare la panchina del pluridecorato tecnico giramondo. Il solo che abbia creato le strutture di un Napoli destinato a vincere con elementi di assoluta qualità, non giocatori da operetta. Esterni abili solo in rari dribbling per avanzare senza schemi. Primo da cercare è un presidente. Ha smesso si esserlo De Laurentiis il giorno prima dello scudetto 2023. Il 3 maggio, quando mandò la squadra a Udine posticipandone il rientro di un giorno nel deserto del piccolo scalo militare di Grazzanise con il permesso di un prefetto amico
Antonio Corbo su Repubblica
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