IL PENTAGRAMMA AZZURRISSIMO. Pazzanese: “Lucca ci ha provato, la nota stonata è stata…”
NOTE INTONATE
ANGUISSA E LUCCA: Per sgomberare subito il campo da equivoci, si può dire che finché l’atteggiamento della squadra è stato quello del primo tempo, queste due pedine hanno meritato una menzione speciale: il primo per aver recuperato un cospicuo numero di palle in una zona di centrocampo in cui né KDB, che ha deciso di iscriversi alla forse troppo corta lista degli infortunati(otto con lui se non dovessero aumentare ancora), né tantomeno Scott McTominay risultavano particolarmente ispirati, non garantendo minimamente filtro alle giocate di Koopmeiners e Douglas Luiz; il secondo, per averla provata a mettere, finché la testa gliene ha dato la forza, sul contrasto fisico con Lucumì, che per poco stava rischiando l’espulsione. L’unica occasione realmente pericolosa degli azzurri, infatti, nasce da un suo colpo di testa su un gran traversone di Politano.
NOTE STONATE
LA MANCANZA DI ALTERNATIVE ALLA PASSIVITÁ: Dopo i due cambi di Di Lorenzo e De Bruyne all’intervallo, rispettivamente per affaticamento e probabile infortunio, la squadra si è letteralmente consegnata alla Juventus, offrendo tra l’altro ad Alajbegovic, tornato nella sua posizione naturale di esterno sinistro alto, uno spunto tattico non indifferente per andare a puntare ripetutamente il già ammonito, e neanche terzino destro naturale, Marianucci. Ma ciò che ancor più rammarica è stata l’incapacità degli azzurri, anche in superiorità numerica, di imbastire azioni degne di questo nome, dando la sensazione di una crisi di gioco destinata non più ad essere temporanea, bensì strutturale della stagione. La verità è che, dopo la gara di ieri sera, chi può dormire sogni tranquilli sono solo Inter, Lazio, Roma, e Como. Il resto è tutto uno spettacolo pienamente in linea con il Ponte del 2 novembre.
02/11/2026
Alessandro Pazzanese
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