L’OPINIONE. Pazzanese: “A Napoli non esistono mezze misure…”

Alessandro Pazzanese
Alessandro Pazzanese

Il bello della città in cui viviamo è che non esistono mezze misure. La tanto attesa vittoria interna contro il Frosinone di Alvini, con un punteggio decisamente più rotondo delle attese (3-0), ha diviso le opinioni in due tronconi “estremi”: da un lato, chi considera questa vittoria come la manna del cielo che serviva al Napoli per rimettersi in carreggiata per i vertici della classifica (come se il Napoli non fosse ancora ottavo in classifica); dall’altro, chi ritiene che battere il Frosinone sia equivalso a sconfiggere una squadra sinora sopravvalutata, senza alcun valore tecnico. Ma la verità, purtroppo, non rientra in nessuna delle due presenti letture. Perché che il Napoli abbia presentato sabato sera alcune sue pedine in condizioni nettamente migliori rispetto a come ci si era lasciati al Franchi, è incontrovertibile: basti analizzare, oltre al KDB in formato mediano offensivo al fianco di Lobotka che si è reso protagonista di una doppietta e una prestazione da vero leader, le prove di gente come Di Lorenzo e, soprattutto, Badiashile che nel ruolo di braccetto sinistro è stato senz’ombra di dubbio la nota intonata della serata. 

Gradualmente in ripresa, seppur ognuno con i propri limiti rispettivamente caratteriali e fisici, anche gli esterni accentrati Lang e Neres, di cui s’è già intravisto un assaggio del livello che potrebbero esprimere qualora raggiungessero il top della condizione (soprattutto nel caso del brasiliano).

Ma altrettanto incontrovertibili, tuttavia, sono i dati delle palle perse nella ripresa, quando sul doppio vantaggio gli azzurri hanno concesso qualche sortita offensiva di troppo a Raimondo e compagni (pur, di fatto, rischiando realmente nella sola circostanza della conclusione di Schmid ben respinta dal rientrante Meret), soprattutto a causa di qualche errore di troppo in fase di impostazione da parte di due logori Rrahmani e Lobotka. 

Ciò sancisce, dunque, tanto la necessità di andarci coi piedi di piombo e comprendere che il livello per poter competere per un posto in Champions e per i playoff deve necessariamente salire, quanto quella di sfatare urgentemente la narrazione secondo cui il Napoli abbia battuto una squadra di valore “modesto”, come si è sentito già dire troppo spesso nelle ultime 48 ore. 

Nel frattempo, il tempo a disposizione per recuperare è ridotto al minimo essenziale, e la gara allo Stadio della Ceramica dista ormai poco più di 24 ore: la necessità di fare risultato su quello stesso campo su cui il Napoli riportò poco più di quattordici anni fa la prima vittoria di un girone di Champions dell’era De Laurentiis (a cui oggi è stato conferito il Collare d’Oro al merito sportivo del CONI) è altrettanto impellente. In attesa della conferenza stampa di questa sera di Massimiliano Allegri, si cerca già di prevederne quelle che saranno le scelte di formazione: dalla conferma (quasi certa) del 3-4-2-1, alla scelta della pedina da affiancare in mediana a Lobotka. Stante, infatti, il quasi impossibile recupero di Anguissa, il tecnico dovrà capire chi tra il riposato Gilmour, l’insostituibile KDB (che, in ogni caso, avanzerebbe in trequarti al fianco di uno tra Lang e Neres) e il condottiero convalescente (ma tutt’altro che con la fiamma spenta, come denotano i 33 minuti di sabato sera) Scott McTominay sia nelle migliori condizioni per poter svolgere questo delicato e, al tempo stesso, polivalente ruolo. Si candida per una maglia da titolare anche Politano, con il possibile arretramento nel terzetto difensivo di capitan Di Lorenzo al posto di Rafa Marin. In attesa di recuperi ben più decisivi per il seguito della stagione.

12/10/2026

Alessandro Pazzanese

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