CHAMPIONS LEAGUE. Giovedì i sorteggi, l’attesa del Napoli

Champions sorteggio

Giovedì a Montecarlo ci sarà il sorteggio della prima fase, soltanto i nerazzurri si trovano in prima fascia

I numeri cominciano a far paura. Siamo fuori dal Mondiale dal 2014: visto che il prossimo sarà nel 2030, significa minimo sedici anni fuori dalla porta di casa. Più lunga l’astinenza da Champions: l’ultimo successo nel 2010, l’Inter del triplete, da allora quattro finali, due della Juve di Allegri, due dell’Inter di Inzaghi, e quattro ko. La prossima finale sarà il 5 giugno: almeno diciassette stagioni da spettatori. L’Europa che conta, la Champions, riparte ufficialmente giovedì con il sorteggio del megagruppo. Trentasei finaliste a giocarsi ottavi e playoff. Con le quattro italiane non in primissima fila. Non allo striscione di partenza almeno. Ma l’Inter è la prima a lanciare l’assalto al G8, il Napoli e la Roma hanno nomi, tecnici ed esperienza per il grande salto, e il Como senza niente da perdere si candida a sorpresa: ce n’è sempre una. Il sogno resta sempre la quinta squadra in Champions, ma per non svegliarsi all’improvviso come da un incubo servono risultati.

inter prima fascia

—  

Con la formula a 36, la prima fascia del sorteggio comprende 9 squadre. Conta ormai poco o niente, tanto tutti devono incontrare tutti, però dà un’identità alla coppa. Tra le teste di serie ci sono le 8 più forti: il Psg campione due volte di fila, il Bayern, le tre spagnole solite (Real Madrid, Barcellona, Atletico) e le tre inglesi top (Arsenal, City, Liverpool). La nona è l’Inter, finalista 2023 e 2025, reduce dalla doppia inattesa sconfitta con il Bodo addirittura nei playoff. L’assalto al G8 è lanciato, la lezione norvegese mandata a memoria e anche Chivu è diverso un anno dopo. Oggi l’Inter ha praticamente due squadre e la seconda lotterebbe in Serie A per le coppe. Il doppio impegno fa meno paura, un turnover con Esposito, Sucic e Stones sembra quasi un paradosso. Noblesse oblige, inglesi e spagnole vantano più crediti pregressi: ma, dal City al Liverpool, affiora qualche segnale meno rassicurante di cui si potrebbe approfittare.

napoli da rivincita

—  

L’ultima Champions del Napoli è stata deprimente. Fuori addirittura dai playoff: sarebbe bastato non farsi raggiungere dal Copenaghen per qualificarsi. Adl ha potenziato la rosa, l’abbondanza in attacco (dovesse arrivare anche Gabriel Jesus…) può fare la differenza e Allegri storicamente legge bene queste sfide. Importante però non fare calcoli come nei vecchi gruppi da quattro: un punto in piĂą o meno, s’è visto, cambia la vita. Il Napoli ha personalitĂ  a centrocampo, uno come De Bruyne abituato alle finali, e fantasia davanti. Forse non ha la stessa ricchezza dietro, ma sembra al vertice del gruppo degli inseguitori con il Borussia, il Porto, lo United, l’Aston Villa e la Roma.

roma al rientro

—  

I giallorossi mancano dalla Champions dal 2019: un grandissimo Zaniolo non era stato sufficiente per avere la meglio sul Porto. Da allora, però, due finali: un vinta in Conference con il Feyenoord (2022), l’altra di Europa League persa ai rigori con il Siviglia (2023). Nel 2024 Gasperini ha sollevato l’Europa League con l’Atalanta dalla dimensione europea. Quella dimensione mancata in Europa la stagione scorsa, finita ai rigori contro il Bologna negli ottavi. Come per Chivu, la storia oggi è diversa. Nessuno ha segnato come Malen in Italia nel 2026. Dybala, Mora e Soulé possono alternare la loro creatività. La conferma di Koné vale un gran colpo di mercato, Svilar è un portiere top. La panchina avrebbe bisogno di un rabbocco ma il debutto in campionato è stato impressionante anche per la mentalità.

como da sorpresa

—  

Dalla Serie B vinta (2024) al gruppo di Champions in due anni: il prossimo traguardo del Como non possono che essere i playoff. Difficile, molto difficile: la Champions non è il campionato, subentrano altri fattori, esperienza, testa, impatto fisico, dispendio da improvviso doppio impegno. Tanti ne sono stati scottati. Fabregas conosce bene le dinamiche delle coppa, c’è da capire quanto e se i suoi giocatori soffriranno le vertigini da cambio di palcoscenico. Kean sarebbe la meraviglia che manca a una squadra dai meccanismi a orologeria. Esame speciale per Nico Paz: in Champions quelli veramente grandi compiono il grande salto. L’argentino è il piĂą atteso. 

GAZZETTA.IT

Condividi questo articolo:

Commenti