NAPOLI. Lukaku vicinissimo alla cessione
Le strade del Napoli e di Romelu Lukaku si separeranno in questa sessione di mercato. La decisione definitiva è arrivata nelle ultime ore, a margine di un faccia a faccia chiarificatore tra la dirigenza azzurra e l’agente del bomber belga, Federico Pastorello. Nel quartier generale del ritiro di Dimaro, il neo-tecnico Massimiliano Allegri e il Direttore Sportivo Giovanni Manna hanno tracciato la linea guida per il futuro dell’attacco: Big Rom non fa più parte del progetto e il club attende solo l’offerta giusta per formalizzare l’addio.
I tre motivi del divorzio
La scelta di mettere alla porta l’attaccante ex Inter e Roma non è stata un fulmine a ciel sereno, ma risponde a precise logiche strategiche ed economiche:
- Il peso dell’ingaggio: Con uno stipendio da 6 milioni di euro netti a stagione (circa 11 milioni lordi), Lukaku grava pesantemente sulle casse societarie. Il Napoli ha necessità assoluta di alleggerire il monte ingaggi.
- Il fattore Højlund: Massimiliano Allegri ha blindato Rasmus Højlund come titolare inamovibile del suo scacchiere tattico. Trattenere un giocatore del calibro e del costo di Lukaku per fargli fare la riserva sarebbe stato un lusso insostenibile.
- La scadenza del contratto: Con un accordo blindato fino a giugno 2027, la sessione attuale rappresenta l’ultima vera finestra utile per monetizzare in modo significativo ed evitare il rischio di una svalutazione futura.
Sirene estere: la Turchia spinge, occhio alla MLS
Il buon Mondiale disputato da Lukaku ha riacceso i riflettori internazionali sul classe ’93. Pastorello è già al lavoro per trovare una sistemazione che soddisfi le pretese economiche del Napoli e le ambizioni del giocatore. Al momento la pista più calda porta in Turchia, con il Fenerbahçe in pole position davanti a Galatasaray e Besiktas.
Sullo sfondo restano vivi i sondaggi di club europei come Ajax, Monaco e Anderlecht, oltre alle ricche sirene della Saudi Pro League araba. Attenzione però alla MLS americana: una destinazione molto gradita a Big Rom, anche se l’operazione economica con gli Stati Uniti resta complessa da strutturare.
Condividi questo articolo: