A MENTE FREDDA. Pazzanese: “Napoli, da Allegri moderato ad Allegri con fuoco”

Alessandro Pazzanese
Alessandro Pazzanese

Una metafora che si sposa decisamente bene con il luogo in cui verrà presentato il nuovo tecnico azzurro. A seguito, infatti, dell’annuncio di venerdì mattina sancito dal solito post del presidente su X, Allegri ha subito stilato un elenco di venti giocatori su 47 totali dai quali intende ripartire per la prossima stagione. E tale elenco, curiosamente, non include due nomi: Vanja Milinkovic-Savic e Frank Zambo Anguissa. Se, probabilmente, nel caso dell’ultimo potrebbero aver inciso le poche partite disputate a causa del lungo infortunio, e la conseguente condizione non ottimale con cui è rientrato nelle ultime uscite (perdendo anche il posto da titolare), più complessa sembra invece essere la vicenda del portiere, la cui leadership e i tanti rigori parati non sono evidentemente bastati al Napoli per renderlo la pedina complementare di Alex Meret. Saranno, invece, con ogni probabilità confermati tutti i giocatori offensivi della rosa della scorsa stagione, sia nei reparti più esterni sia in quelli più centrali del campo. Tutte informazioni, dunque, beninteso provvisorie, ma certamente indicative di una non totale certezza sul sistema di gioco e sui moduli che si andranno ad impiegare. Ci si augura, pertanto, che la conferenza stampa del Real Teatro di San Carlo, prevista per la mattina di martedì 14 luglio, possa fornire quantomeno delle idee orientative in tal senso. 

Con la gara tra Brasile e Norvegia, probabilmente, si è offerto al pubblico un riassunto dell’essenza del corrente campionato del mondo: dopo un primo tempo in cui gli sprazzi di attacco delle due squadre hanno entrambi palesato enormi pecche in termini di concretezza e cattiveria sotto porta, nella ripresa si sono rispettivamente viste una squadra qualitativa ma poco lucida e precisa negli ultimi trenta metri (e forse anche un po’ logorata da una filosofia di gioco non più così funzionale), ed una attenta, compatta e consapevole dei propri mezzi fisici (offensivi su tutti) che ha saputo capitalizzare le occasioni che con grande merito si è saputa creare. Un secondo tempo, dunque, che ha certificato il ruolo del presente Mondiale di promozione di nuove ed interessanti squadre (equamente ripartite tra tutti i continenti) che, nel giro di qualche anno, potrebbero anche competere con le solite note e fisse, che in quest’edizione avranno comunque la meglio. 

06/07/2026

Alessandro Pazzanese

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