🧔♂️ IL PRESIDENTE. De Laurentiis: “Con Allegri ho dato continuità, Napoli ora merita un grande stadio”
Aurelio De Laurentiis, presidente SSC Napoli: “Mio padre si laureò a Napoli alla Federico II, quindi voglio complimentarmi anche con il nuovo rettore Mazzucchi. Cari tifosi e signori della stampa, benvenuti a tutti. Voglio dire grazie a chi ci ha messo a disposizione l’ammiraglia della flotta MSC. Hanno creduto in noi come sponsor, lo saranno per altre tre stagioni. Siamo qui sulla MSC World Europa per presentare la nuova maglia Home 2026/2027, quella del Centenario. Durante quest’anno vogliamo festeggiare 100 anni e più di vittorie, cadute e risalite. Le origini del Napoli ha origini già al termine dell’800. Nel 1906 nacque il primo club azzurro, poi ci furono altre due variazioni fino al 1922, chiamandosi InterNaples, non c’entra nulla l’Inter però. Nel 1926 nacque poi il primo club azzurro come lo conosciamo, che ottenne un nome definitivo negli anni ’60. Il 1° agosto 1926 è un simbolo, anche se la nascita del club viene attribuita a tanti momenti diversi. Festeggeremo tutto l’anno, poi stiamo scrivendo un film che uscirà tra ottobre e novembre con de Giovanni e Carratelli. Il 1° agosto ci sarà un evento nel cuore della città, ma ci saranno iniziative in tutto il mondo, per stare vicini a tutti i tifosi azzurri. “Pe’ cient’anne” è un claim, un modo per guardare al futuro e al passato. Vogliamo che il Napoli rappresenti la forza e la bellezza della sua terra. Il Napoli sa di essere una delle voci più rappresentative della città, qui c’è un legame identitario e profondo che non si compra. Milioni di persone hanno visto sulla Rai i festeggiamenti dello scudetto sul lungomare. Napoli è in grande crescita, ma ora più che mai sta crescendo nello stesso momento. Quando tutti si allinea, tutti siamo collegati, è il Napoli momentum. Una forza che si allinea al Napoli Calcio, una nuova fase rivolta al futuro ma senza dimenticare il passato. E’ tornato il Corsiero del Sole, il primo presidente Ascarelli lo scelse come simbolo, poi dopo la prima brutta esperienza divenne ironicamente un ciuccio. La Treccani sposerà un progetto calcistico per la prima volta. Mia figlia Valentina ha lavorato con EA7 per questa maglia, Giorgia Armandi ha creduto sin da subito in noi. Grazie a lui e a Leo Dell’Orco. Volevamo una divisa che accompagnasse il Napoli per tutta la stagione, vogliamo galoppare per sempre verso maggiori successi, ecco perchè il destriero. Abbiamo scelto di lanciarla con un’immagine di Maradona, abbiamo unito l’intelligenza artificiale al più grande giocatore di sempre, Diego cammina ancora in mezzo a noi. Il Napoli è un brand internazionale e ambito, ora oltre MSC c’è anche DongFeng, resta accanto a noi anche Sorgesana. Ripenso al passato, all’inizio sembrava tutto impossibile. Siamo passati dalla Serie C alla Champions, abbiamo festeggiato 7 trofei e due scudetti nelle ultime tre stagioni, 16 volte su 17 in Europa. Siamo da anni ai vertici del calcio italiano, ma tutto grazie ai tifosi. Siamo ostinati, ma dobbiamo tutto ai tifosi. Siamo competitivi, ma anche sostenibili, va sottolineato. Parlo con il sindaco Manfredi e il presidente delle Regione Fico: in America ho visto gli stadi dei Mondiali e pur non essendo convinto sin dall’inizio da Infantino, sono rimasto sorpreso. Ho visto due gare dal vivo, ci sono degli stadi da 90mila posti: ho visto la Svizzera per far felice mia moglie e poi Belgio-Iran per seguire due giocatori nostri. Ci sono misure di sicurezza rapide, siamo arrivati in breve tempo nel garage e nella suite privata, ci sono 226 box privati. Stadi coperti e costati miliardi di dollari. Quindi Sindaco, non sei tifoso del Napoli ma ti stimo, Fico invece è molto tifoso del Napoli, ma non va bene la contrapposizione muscolosa. Dobbiamo incontrarci per trovare delle soluzioni, il Napoli deve rafforzarsi attraverso le strutture. In Italia al Nord sono vincenti e ricchi, al Sud no, invece noi abbiamo invertito il trend. Milan e Inter e Roma stanno investendo, andando avanti così non potremo più essere competitivi. Io ho sempre investito, ma voi dovete capire che il Napoli non fattura quanto le big del Nord, dobbiamo faticare come disse Conte. Servono le strutture, io posso fare tanto, ma senza quelle è difficile. Non avrei mai raggiunto questi obiettivi senza l’amore di mia moglie e dei miei tre figli, senza il sostegno di Chiavelli dal primo giorno al mio fianco, senza il lavoro dei dipendenti e dei collaboratori e dei dirigenti. I nomi sono tantissimi, ma grazie anche al sostegno dei tifosi. Io immagino un Napoli sempre più forte e solido, il Napoli merita uno stadio all’altezza e un centro sportivo capace di accompagnarci nei prossimi anni. Gli altri club con i fondi trovano tutto pronto, noi abbiamo trovato un club fallito più di 20 anni fa. L’obiettivo di questa fase sono le strutture, ci lavorerà giorno e notte. Tifosi diciamocelo, a noi la feste piace, “Pe’ Cient’anne”. Invito Manfredi e Fico a parlare del Maradona, durante i lavori ci sarebbero tanti problemi per i tifosi azzurri. Serve un approfondimento sulla ristrutturazione del Maradona e sulla costruzione del nuovo stadio, senza introiti degni dal Maradona dovremo poi spiegare ai tifosi che non potremo più essere competitivi come ora. Basta un tavolo solo, dobbiamo parlarne in modo serio. “Espressione “Pe cient’anne”, cosa mi auguro? Innanzitutto sono contento e fiero di aver dato una continuità scegliendo un allenatore che ha vinto moltissimo in Italia e che è arrivato due volte in finale di Champions. Lo presenteremo al San Carlo il 14 luglio. Lì poi ci sarà un dibattito con tutte le vostre domande, noi capiamo si debbano fare per la curiosità che permea il calcio e i tifosi. Io avrò ricevuto in questo ultimo mese, come spesso accade, almeno 200 proposte di calciatori da ingaggiare. E ho detto: ‘State calmi, abbiamo 47 calciatori e ne devo piazzare almeno 25 prima di parlare di acquisti’. Ma poi ci sono dei ruoli: se i ruoli presentano dei buchi, uno si rivolge al mercato. Ma se in ogni ruolo abbiamo 2/3 cambi, è chiaro che dobbiamo prima ragionare con chi li deve allenare su cosa vuole fare con quelli che già ci sono. Dicendo all’allenatore: “Sei sicuro che vuoi cambiarli? Perchè già con questi puoi fare grandi cose”. Poi il signor Allegri è anche un aziendalista, con lui andremo anche d’accordo. Quanti giocatori andranno via? Secondo me non ne dovremmo comprare nessuno, ne dovranno andar via molti. Dopo l’uso di Ascarelli, il signor Ferrari con la scuderia Alfa Romeo, prima di andare a creare la Ferrari nel ’49, aveva il cavallo. Dopodichè, guarda caso, Porsche aveva il cavallo. Poi quest’anno lo sapete che i cinesi han decretato che è l’anno del cavallo? E allora, signori: abbiamo anche il simbolo sulla maglia di una automotive cinese, più coincidenze di queste! Un plauso a mia figlia per tutti i concetti identitari di quest’anno. Poi abbiamo Max Allegri che… Ma poi vi devo dire che mio papà mi portava a vedere da bambino le corse dei cavalli. E nelle riunioni di sceneggiatura, mi diceva: ‘Aurè, andiamoci a vedere una corsa di cavalli’. Lui era straordinario, sotto la barba dei suoi amici incapaci a scommettere, facevamo un mare di soldi e tornavamo in ufficio! Il cavallo è sempre stato il nostro simbolo ed è anche simbolo di Max Allegri. Gli chiederò di farmi acquistare un cavallo, con un fantino con la maglia azzurra. De Bruyne? Secondo me la maglia sta bene a qualunque calciatore che indossi in maniera cosciente e con senso di appartenenza la maglia del nostro caro e amato Napoli. Prima pietra dello stadio? Io, se non troverò degli ostacoli burocratici sul mio percorso, immagino proprio di sì. Però vedi: questo è un Paese molto strano, dove i politici fan politica guardando molto allo specchio loro stessi. Dove non appaiono i cittadini. Questo è un problema di tutt’Europa, amo l’America con tutti i difetti: lì c’è un grandissimo rispetto per il successo. In Italia, c’è una grandissima invidia per il successo. E sullo stop che tu puoi dare a chi si produce, si inventa, si spacca in quattro, la volontà di creargli burocraticamente lacci e lacciuoli per rendergli la vita impossibile, è lo sport preferito dagli altri. Quando nel ’67, dopo che nel ’65 fu fatta la legge 12-13 dal Ministro Corona… Gli americani avevano detto a noi che avevamo perso la guerra: “Basta che non fate concorrenza col cinema, vi compenseremo con 3 film colossal che verremo a girare da voi”, fra cui Cleopatra. Invece poi, l’abilità italiana, fece sì che vennero fuori i vari Fellini e molti altri, non solo si cominciarono a vincere degli Oscar. Non solo i Rossellini e De Sica vari, fecero film straordinari. Ma il film di genere, cosiddetto, cominciò a creare sulla bilancia del cinema mondiale un vantaggio per il cinema italiano che arrivò al secondo posto nel mondo come fatturato e numero di film prodotti ogni anno. Gli americani dissero: “Ma come mai, ci eravamo messi d’accordo?!”. E presero Andreotti, che disse: “Non posso fare nulla”. E allora presero il Ministro Corona che con quella legge tagliava le gambe all’industria del cinema italiano. Mio zio cercò di resistere per due anni e poi nel ’67 fece le valige e andò in America. Io avevo 18 anni e volevo divertirmi. Mi dissero che in Italia non si poteva fare nulla. E poi è stata una cavalcata di successo nel cinema con grande impegno, ma mi son guardato allo specchio e ho detto: “Questo è un Paese difficilissimo che ha messo in ginocchio il cinema italiano”. E mi dissi: “Non uscire mai dai binari”. Ho fatto tanti film di successo, con grandissimo lavoro, ma dal quale ho imparato marketing e creatività, utili nel mondo del calcio del quale io non sapevo nulla. E questa è stata la mia fortuna”. NAPOLIMAGAZINE
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