IL PENTAGRAMMA AZZURRISSIMO. Pazzanese: “Neres giocatore completo, Conte regista da Oscar”

Pazzanese

Oggi non si parla di musica, ma di cinema. Il titolo del lungometraggio andato in scena ieri sera è Natale in Arabia: ed altro non è che il racconto del coronamento di un percorso che ha portato un ambiente intero a guadagnarsi due titoli nel giro di sette mesi. Un ambiente formato da una società ormai solida, da un parco giocatori consapevole tanto dei propri difetti quanto delle proprie forze e, soprattutto, da una guida tecnica che si è assunto la responsabilità di migliorare e lavorare sulle due componenti già menzionate.

L’ATTORE PROTAGONISTA
NERES: Da vero protagonista, non è solo colui che ha permesso con la sua doppietta che il Napoli vincesse la Supercoppa, ma soprattutto l’uomo che si è speso più di tutti in ambo le fasi. Alla monumentalità del primo gol ed all’eleganza del secondo, si è affiancata una lucidità difensiva che poche volte abbiamo potuto ammirare nel brasiliano, che da quando alterna il ruolo in fascia destra a quello di sotto punta alle spalle di Hojlund sembra aver veramente acquisito la parvenza di un giocatore completo. Voto 10.

L’ATTORE ANTAGONISTA
IL TEMPO: L’impresa più ardua sarà ora quella di preparare la gara dello Zini di Cremona cercando di conciliare l’esigenza del riposo natalizio con quella del lavoro utile per riflettere sulle strategie per contrastare una squadra che rappresenta senza dubbio alcuno la sorpresa della parte destra della classifica. Pur giocando, infatti, gli azzurri tra 5 giorni, è di fatto molto probabile che l’unica giornata possibile di lavoro completo sarà il venerdì di Santo Stefano a 24 ore dalla partenza per la Lombardia. Ecco, dunque, che il tempo a disposizione per conciliare il tutto rappresenterà un ostacolo di cui il regista dovrà assolutamente tener conto.

IL REGISTA
ANTONIO CONTE: L’unico regista capace di far ricevere ad un cinepanettone natalizio la candidatura agli Oscar. La tristezza di un ambiente come quello arabo in cui a seguire Napoli-Milan, Bologna-Inter e Napoli-Bologna vi erano per lo più tifosi “autoctoni improvvisati” è passata in secondo piano non appena in campo è scesa una squadra che ha dato sin da subito l’impressione di volersi guadagnare la Supercoppa più delle altre tre. Questo regista, al netto dei costanti infortuni e delle due battute a vuoto da cui veniva in Champions e in campionato, è stato capace di fondere cuore gambe Hojlund e Neres per vanificare in toto le strategie di Allegri ed Italiano. Ha restituito a McTominay quella brillantezza fisica che gli permette di alternare filtro a centrocampo e inserimenti offensivi. Ha arretrato nuovamente Di Lorenzo nel ruolo di braccetto, ma senza mai fargli perdere la mobilità lungo tutta la fascia di competenza. I soli quattro gol segnati tra le due gare non rendono minimamente giustizia alla superiorità tecnica dimostrata dagli uomini di Conte. Pertanto, l’auspicio è che, oltre alla Supercoppa in bacheca, possano durare a lungo anche le condizioni fisiche e mentali raggiunte per l’occasione in questione, che diverranno decisive soprattutto a fronte delle tante mancanze con cui il Napoli dovrà fare ancora i conti per un po’. In presenza di queste, infatti, il Napoli di Conte avrà tutte le carte in regola per contrastare anche le rivali più forti. Voto 10.

Buone feste a tutti.
Alessandro Pazzanese
23/12/2025

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