NAPOLI. Cinque anni senza Maradona…

maradona_48

I suoi successi sportivi si sono esauriti 35 anni fa, con la conquista del secondo scudetto e della Supercoppa. Ma dopo il 25 novembre 2020 vi è stato il miracolo della rigenerazione turistica e commerciale dei Quartieri spagnoli. Il Murale di Diego è diventato il secondo sito turistico più visitato d’Italia, dopo il Colosseo. Intorno a Largo Maradona (ex Largo de Deo, non a caso un patriota della Repubblica Napoletana) si sono aperte decine di attività commerciali e di tutti i generi. Come non esserne grati al Pibe, che ha ancora una tifoseria viva in tutto il mondo, a cominciare dai connazionali argentini che vennero anche qui, davanti al Murale dei Quartieri spagnoli, per celebrare la Coppa del mondo vinta nel 2022? E poi ci sono state le feste per gli scudetti, con Maradona diventato il 12° azzurro sugli striscioni dedicati ai campioni d’Italia del 2023 e di sei mesi fa. La sua mano santa – come disse Spalletti dopo aver vinto il terzo scudetto – protegge questa squadra.

È stato un dolore la morte di Diego, a sessant’anni appena compiuti. Ancor più profondo quando è stato scoperto in quale stato di abbandono vivesse in uno spoglio appartamento, dopo l’operazione al cervello di inizio novembre che aveva fatto temere il peggio. Condividiamo quanto hanno dichiarato coloro che, napoletani e argentini, lo conoscevano bene: si fosse fermato a Napoli dopo l’esperienza da allenatore a Dubai, sarebbe ancora vivo, perché l’amore della città sarebbe stata la migliore cura per i suoi tormenti fisici e psicologici. È vero che Maradona si smarrì quando perse l’affetto più sincero, quello dei genitori don Diego e dona Tota, ma non aveva deciso di morire. La sua voglia di superare i problemi di salute è stata spenta dalla carente assistenza di medici e infermieri convocati in quel tragico mese di novembre di cinque anni fa. Otto di essi sono sotto processo per omicidio con dolo eventuale e rischiano una condanna da 8 a 25 anni. Il processo, dopo una pausa di quasi dieci mesi, dovrebbe ripartire il 17 marzo e chissà quando vi sarà il giudizio.

Francesco De Luca per Il Mattino 

Condividi questo articolo:

Commenti