I TEMI DELLA SFIDA. Pazzanese: “Napoli, è il momento del cambio di passo. E bene ha fatto Conte a…”

Pazzanese
Sia benedetta la scelta di non tenere conferenze stampa alla vigilia della sfida casalinga contro l’Atalanta: tra le dichiarazioni che verranno rilasciate domani sera al termine dell’incontro, e le due conferenze obbligatorie pre e post Qarabag che mister Conte terrà rispettivamente lunedì e martedì, infatti, il Napoli si appresta a tenere ben tre punti stampa (per usare un’espressione cara all’uscente presidente di Regione) nel giro di 72 ore: decisamente troppi in una fase in cui ogni conferenza può trasformarsi in una potenziale occasione di rianalisi e di ‘eccessivi’ chiarimenti in merito alle dichiarazioni post Dall’Ara. La scelta di non parlare alla vigilia della sfida del Maradona di domani sera suona, dunque, come un determinato segnale a non uscire da quel guscio da cui deve partire il rilancio di una squadra che deve assolutamente scongiurare la replica di un’annata disastrosa post scudetto come quella del 2023-24. Un Napoli in formato ‘morto da accompagnare’, a corto di uomini importanti, pago nel carattere, poco pericoloso in fase offensiva e sin troppo fragile in fase difensiva, ha il dovere di scrollarsi di dosso l’immagine che dopo la prestazione del Dell’Ara, tifo e stampa (oltre all’allenatore) gli ha legittimamente associato. E ha il dovere di farlo sin da domani contro una squadra che, dal canto suo, gode di motivazioni non dissimili, anzi se possibile ulteriormente incrementate dal cambio di guida tecnica che, a differenza della precedente, potrà fare i conti con l’intera batteria di giocatori offensivi di cui la rosa dispone. Insomma, si sfideranno due squadre con il sacrosanto obiettivo di operare un cambio di passo. Cambio di passo che, già a livello di formazione, si potrà manifestare tanto in maniera ‘audace’ qualora si opti per un cambio modulo e un ritorno a 3 dietro per Conte, quanto in maniera più conservativa adattando Elmas nel ruolo di Anguissa e conservando l’assetto a 3 in avanti con due esterni puri come Politano e Neres. Ma ciò che conta è che la sfida di domani non rappresenti soltanto un fuoco di paglia come nel caso della gara con l’Inter, ma lo snodo che predisponga la squadra ad affrontare al meglio, seppur in condizioni precarie, la serie di incontri difficili e al tempo stesso fondamentali che impegneranno il Napoli da domani sino ai primi giorni del 2026.
 
21/11/2025
Alessandro Pazzanese

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