RUUD. Krol: “Finora non abbiamo mai potuto vedere la cera formazione del Napoli”
Ruud Krol intervistato dalla Gazzetta dello Sport. Ecco alcuni passaggi.
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Cosa è che non la convince del Psv?
“Hanno un problema legato al numero 9. Lì davanti sono infortunati e non so se qualcuno dei due centravanti tornerà disponibile a breve. Forse uno potrà trovare spazio a gara in corso ma è un grosso dubbio”.
Che avversario è in questo momento per un Napoli che viene da una sconfitta e una vittoria in Champions?
“È una squadra forte e che vuole sempre giocare a calcio in un certo modo. Bosz lo conosco bene, l’ho visto quando studiava da allenatore, conosco la sua filosofia di gioco e so quello che chiede alle sue squadre. La sua formazione ideale è sempre col 4-3-3. Gli esterni mi piacciono molto, sia Salah-Eddine sia Sergiño Dest; è a centrocampo che, secondo me, è un po’ debole”.
Di questo Napoli di Conte invece cosa le piace?
“Ci sono stati cambiamenti però porrei l’attenzione su un altro aspetto e torno di nuovo agli assenti e li elenco: Politano, poi Buongiorno e Hojlund uguale, Lukaku, Rrahmani e Lobotka anche… Alla fine se ci pensiamo, la formazione ideale di Antonio Conte, con tutti i giocatori a disposizione, fin qui ancora non siamo riusciti a vederla. Con tutti al cento per cento il Napoli è davvero una squadra molto forte”.
Guardando alla classifica della Champions però la partita è più delicata per il Psv…
“Bosz l’ha ribadito e anche io lo penso: per loro è decisiva. Devono fare punti. Se perdono ancora e lo fanno in casa, il cammino in Champions rischia di essere compromesso”.
Conte o Bosz: chi può rivelarsi più abile in situazioni e partite così delicate?
“Per Bosz c’è una sola cosa che conta: attaccare. Ed è chiaro che per vincere hai bisogno di un attacco forte e cinico. Conte anche ma ci sono momenti in cui gli assenti fanno la differenza quasi più dei giocatori a disposizione. Poi vediamo anche l’attacco azzurro: Lucca, ad esempio, è uno che ti può lanciare la squadra in contropiede e questa potrà essere una chiave per sorprendere il Psv e soprattutto per vincere. Conte viene qui solo per questo”.
Il Napoli ha due olandesi in rosa, il primo è Beukema, arrivato dal Bologna. Come lo vede in questa squadra?
“Per Sam l’inserimento è stato facile perché conosceva già il campionato italiano visto che giocava lì. Anche se comunque parliamo di due squadre molto diverse, sono città diverse, ambizioni e ambienti diversi. A Napoli si chiede tanto di più alla squadra e ai singoli e conta soltanto vincere. Anche se giochi male, l’importante è portare a casa il risultato. Questa è la mentalità”.
Gli ha dato qualche consiglio?
“Sì, ci ho parlato e gli ho detto tutto, a partire dal fatto che è una bellissima città e che le persone ti amano se giochi in un certo modo. E a lui Napoli è piaciuta tanto fin da subito”.
E l’altro olandese è Lang.
“Tutti pensavano che fosse un nuovo Kvaratskhelia e invece no. Il georgiano è un fuoriclasse. Noa ha qualcosa ma in questo periodo l’ho visto in difficoltà fisicamente. È il calcio italiano… Lui ha bisogno di muoversi e invece ora gioca senza la stessa fiducia che aveva in Olanda. Ha bisogno di tempo per tornare al suo livello e avere una mentalità ancora più forte per riuscire a emergere in una realtà come Napoli”.
Contro il Torino si era sbloccato ma poi il gol è stato annullato…
“Ed è stato un peccato. Mi sono soffermato tanto sulla sua esultanza dopo quella rete: c’era tanta frustrazione e un grande senso di liberazione ma purtroppo era in fuorigioco”.
La sconfitta col Torino è una di quelle che carica o che può avere ripercussioni?
“Caricherà ancora di più Conte e tutto il Napoli. Il gol di Simeone è stato un errore difensivo ma questo è il calcio e col Psv la squadra entrerà in campo pensando solo a conquistare altri tre punti e a costruire altri bei ricordi europei”.
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