⭕️ NAPOLI. Corbo: “Tempestività dei cambi e tenuta atletica ripropongono timore”
Scrive Antonio Corbo nel suo editoriale per Repubblica: “Ma il tema è un altro. Rallenta in una serie di dubbi e test su moduli, ora il Napoli rimonta la difesa a 4 del consueto 4-3-3 che il Napoli indossa con la disinvolturae la gioia di chi si ritrova intatto in un bell’abito di sartoria. È stato un handicap per la squadra la serie di prove e modifiche, dettate in parte dall’assenza di giocatori chiave per insulti muscolari. Hanno fatalmente indebolito una struttura solida e ben collaudata. Il sostanziale ritorno alla tradizione, al modulo che risale agli anni della bellezza di Sarri e dello scudetto di Spalletti è documentato, evidente, risolutivo. Non può essere un caso , se Di Lorenzo ritrova la leggerezza del suo comando sulla fascia destra e va facile nelle intese con Politano, e lo stesso Politano dopo aver segnato subito il gol che brucia come una frustata sulla schiena del Milan, controlla la fascia destra anche in fase difensiva e propone spunti interessanti per Lukaku. Conceicao trascorre il tempo dei rimorsi prima di cambiare, un Napoli spigliato che gioca a memoria e domina. Si sarà pentito di aver escluso il bizzarro ma sempre pericoloso Leao, gli permette anche di prepararsi sul campo nell’intervallo evitando l’inutile dibattito negli spogliatoi. Non vede l’ora di riportarlo in campo, e Leao è il velenoso fantasista che era mancato. E dove? Proprio sulla sinistra , essendo la destra la base operativa di maggiore vivacità delNapoli. È inevitabile che la partita torni in equilibrio con Leao, subentrato a Bondo dimenticabile mediano. Ma anche Gimenez, rimasto a guardare per oltre un’ora della panchina. È un altro Milan. I cambi migliorano la squadra che soccombe, non il Napoli che infila Billing in tempo utile per fargli commettere un fallo da rigore. Tace Conte che glissa su uno stanco Lukaku e Neres ormai dopo i petardi dell’inizio. Un Napoli affaticato che pesantemente si abbandona al destino, qualcuno lo salvi se può. La tempestività dei cambi e la tenuta atletica ripropongono timore. Diventa una costante, purtroppo. Come era temibile, il Napoli perde campo e deve contenere il Milan che si ritrova e avanza con una fluidità che gli era stata proibita dal miglior Napoli per molto tempo. Gimenez però si fa parare un leggibile interno sinistro alla sinistra di Meret che intuisce e gli chiude la porta. Non sbaglia Jovic in un arroventato finale. I cambi della disperazione portano il Napoli dalla festa all’incubo e poi di nuovo a respirare aria di scudetto”.
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