NAPOLI. Corbo parla di un evidente crollo fisico: “La squadra gioca solo una volta a settimana, eppure…”
Scrive Antonio Corbo nel suo editoriale per Repubblica: “L’ultimo tratto per arrivare alla sfida scudetto di sabato con l’Inter si rivela all’improvviso il più buio tunnel del campionato. Calcio malvagio, sparge perfidi inganni anche alle vette più eccitanti. È tale la gravità della sconfitta che si rifugiano tutti dietro frasi in apparenza corrette, ai confini dell’ovvio, ma che non dicono nulla. Valgono solo ad anestetizzare verità e sofferenza. Domina la strategia del rinvio, per andare oltre l’unico elemento certo di una fondata analisi tecnica. Si registra per la squadra che gioca una volta a settimana il quarto crollo fisico di febbraio, nove punti persi su 12, tre vittorie sfumate in pareggi sulle rimonte di Roma, Udinese, Lazio prima di vedere il Napoli colare dolcemente a picco tra grazia e velocità dello spagnoleggiante Como di Fabregas. Proprio questa recidiva rende debole la tesi di Antonio Conte. Provato dal quarto insuccesso si aggrappa ad una onorevole contraddizione . Si assume la responsabilità della sconfitta («Non ho capito forse, non mi sono accorto») ma poi indica una causa che porta solo alla squadra: avrebbe nella ripresa fatto il contrario di quanto concordato dopo un solido primo tempo, autoflagellandosi per mancanza di «fame e cattiveria». Tutto qui? È una reazione da rispettare ma largamente inferiore alla sua storia di allenatore pluriscudettato (5 tra Juve, Inter, Chelsea) e una discreta conduzione della Nazionale italiana. Ma non basta la ricostruzione della sconfitta da parte dell’allenatore, anche se leale nel suo amareggiato stupore. Si prova a riflettere. Non Como, ma 4 partite raccontano altro. Danno un significativo ripetersi degli stessi eventi negativi”.
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