SERIE A. Juve – Napoli, la sfida tra le due regine del mercato
Ecco quanto scrive su Il Mattino il capo dei servizi sportivi Francesco De Luca
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Si sfidano sabato a Torino i due club che hanno investito di più sul mercato estivo. Con una differenza: la Juve ha speso tanto e incassato tanto mentre il Napoli ha fatto registrare un disavanzo di 138 milioni perché ha ceduto un solo giocatore, il difensore Ostigard, per 7 milioni. Cristiano Giuntoli, da un anno capo dell’area tecnica bianconera dopo le otto stagioni trascorse con De Laurentiis a Napoli, ha effettuato operazioni in entrata per un costo di 164,8 e in uscita per 103,5: -61,3. Il Napoli, con De Laurentiis che ha scelto come braccio operativo il giovane dirigente di scuola bianconera Giovanni Manna dopo l’infelice esperienza col tandem Micheli-Meluso, ha speso 149,5 milioni per offrire a Conte una squadra in grado di tornare ai vertici e ne ha incassati appena 11,5, perché oltre alla cessione di Ostigard ci sono stati soltanto quattro prestiti.
Il mercato del Napoli sarebbe stato superiore a quello già di buon livello firmato da Aurelio De Laurentiis se si fosse conclusa la cessione di Victor simhen a un club europeo o arabo. Le inutili trattative sono durate fino al 30 agosto, poi a mercato chiuso vi è stato l’accordo per il prestito al Galatasaray. Ma un accordo per il prestito del capocannoniere del terzo scudetto: alla fine di questa stagione si tornerà punto e daccapo, con la clausola da 130 milioni che potrebbe essere quasi dimezzata per consentire ad Osimhen di recidere definitivamente il rapporto col Napoli diventato per entrambe le parti insostenibile. Il calciatore più pagato da De Laurentiis è stato il difensore Buongiorno, capitano del Torino: 35 milioni. Poi McTominay (30,5), Lukaku(30), Neres (28), Gilmour (14) e Marin (12). Operazioni che sono state possibili grazie al fondo cassa creato dal club in questi anni attraverso gli utili di bilancio.
La Juventus ha cercato «di trovare fin da subito l’equilibrio finanziario» come ha dichiarato Giuntoli prima della partita di Champions contro il Psv spendendo fino a 57,5 per Koopmeiners, “malato” quasi immaginario a Bergamo finché non si è chiuso l’accordo con la Juve, e 51,5 per Douglas Luiz ma cedendo Soulé alla Roma per 25,6, Chiesa per 12, Kean per 13 e altri giocatori a cifre considerevoli. Tutto questo per consentire a Thiago Motta di ripartire da una rosa differente rispetto a quella che Allegri, pur tra tanti problemi, aveva guidato alla zona Champions e alla conquista della Coppa Italia, in quella notte a Roma che segnò la rottura con la Juve.
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