NAPOLI. Corbo: “Conte vecchio marinaio, per lui De Laurentiis si concede un azzardo”

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Antonio Corbo nel suo consueto editoriale per Repubblica.

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Nel gol del capitano c’è davvero tanto: lo schema di Conte mandato bene a memoria da Di Lorenzo, tormentato per il suo feeling con la Juve, poi pentito fino a chiedere perdono ai tifosi al suo rientro e ieri con una rete che strappa qualche lacrima.
Ma c’è anche di più nella serata di ossessiva umidità a Fuorigrotta, dall’emozione della prima vittoria ad una presenza sontuosa del giocatore più importante del momento. Crea il primo gol, firma il secondo.
Il fumo di Londra arriva anchequi, con Romelu Lukaku ormai arpionato emerge la rapinosa ritrovata personalità di Kvaratskhelia, fantasista a tutto campo. Profondi rientri difensivi e decisiva partecipazione al primo gol, che libera il non più cupo Conte dalle sue tensioni.
Non è facile questo impatto con società, squadra e città. Chiede, De Laurentiis non gli nega nulla ma proprio nulla, abrogando anche i suoi sistemi di mercato, ispirati da astuzia e attendismo.
Si concede l’azzardo.
Bloccare un anziano bomber di 31 anni, in chiaroscuro nelle ultime due stazioni con Chelseae Roma, solo per non spegnere gli entusiasmi del nuovo allenatore.
Prova sacrificio e lealtà verso il partner che riporta l’entusiasmo e il calcio a Napoli, dopo la enigmatica fuga di Spalletti e i disastri tecnici di un anno.
Visionario come dev’essere un grande industriale,evidentemente sa come portare Osimhen a Parigi e rischia. Ha più fantasia di quanto la realtà racconta.
Vuol comprare ancora, avrà visto anche lui che il Napoli all’inizio è stato soccombente al fumoso Bologna di Italiano, bene organizzato. Irrisolta la posizione di Lobotka e Anguissa, schierati forse troppo avanti e avulsi dalle manovre. Erano al centro e al di fuori delle logiche di costruzione programmata.
Sono stati spesso Politano e Di Lorenzo a destra e Kvara ovunque a ribaltare il confronto che vedeva all’inizio in primopiano il Bologna. Alla malinconica poetica di Anguissa e Lobotka, questi non più play arretrato, si è aggiunto Raspadori, pittore di acquerelli, preferito a Simeone che segna il terzo in collaborazione con un molto promettente Neres.
Raspadori non dà quello che si aspetta Conte da Lukaku. Non per la diversa mole, come per l’abilità tattica nel fermarsi e far salire la squadra, gli riusciva nell’anno dello scudetto 2021.
Con inconsueta coerenza De Laurentiis ascolta più Conte che se stesso. Si gode intanto Kvara nella ritrovata statura internazionale. Anche i tifosi conosceranno un allenatore diverso.
Più che gli equilibri predica assalti e strappi. Azzurra la serata, bel tempo si spera.
Quanta voglia di credere ai vecchi marinai.

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