L’ANALISI. Corbo: “Napoli ossessivo e ottuso nel trattenere la palla”

L’editorialista di Repubblica Antonio Corbo
L’editorialista di Repubblica Antonio Corbo

Dopo un primo tempo contemplativo, speso più a ricordare che a creare gioco, esce finalmente il Napoli per ricordare anche a se stesso che un anno e due giorni prima non aveva vinto per caso il suo terzo scudetto, il primo dell’era De Laurentiis. Non immaginava né temeva le beffe ormai puntuali che chiudono i suoi dissennati e infelici incontri. Sdraiato anche lui sulle emozioni che il campo di Udine ed il recente film sul trionfo avevano ravvivato, Victor Osimhen trova tuttavia l’attimo per saltare al settimo cielo e lasciare sgomenti Ferreira e Bijol. Si sono limitati a guardare da terra il suo prepotente avversario in volo. Anche il calendario lancia da tempo messaggi urgenti per il biondo colosso nigeriano. Si avvicina il mercato, e in queste ultime partite deve recuperare le suequotazioni. Visto Osimhen nei primi 50 minuti sembrava inesorabilmente distante da quella cifra fissata per essere liberato e consegnato ad un futuro più ambizioso. Bisogna convincere il Paris Saint German o il Chelsea, le sue terre promesse, a pagare tanti soldi, e cash. Il tema è questo. Anche De Laurentiis sarà stato in ansia, fino al gol che sembrava schiodare la partita.
Il capocannoniere italiano dello scorso anno, protagonista dello scudetto 2024, ha resettato così le immagini del primo tempo, quando andava a schiacciarsi sulla difensa udinese, senza neanche controllare la palla. Evidente il suo disagio quandonon trova spazio. Ed il suo Napoli insiste nel mandargli palle morbide per tanto tempo. La sostituzione con Simeone, per un insulto al ginocchio, lo rende di nuovo cupo. Un anno difficile per lui, ha giocato poco e non sempre bene, gli conviene tornare subito in campo per dare ai possibili acquirenti ulteriori elementi di valutazione. La sua vendita si conferma come evento necessario anche il club. Sarebbe altrimenti troppo oneroso confermarlo per ilmaxi-ingaggio che ottenne a fine dicembre dopo una trattativa infinita. Più che gol, vittorie e prodezze si ricordano gli incontri-scontri dal ritiro di Rivisondoli a Natale su rinnovo e clausola per l’addio. Ci sì è messa poi la Coppa d’Africa. Un anno nero per il club ed il suo bomber.
Se il Napoli esagera nel palleggio, se nessuno cerca di smarcarsi o tenta di superare un avversario in dribbling, è fatale che Osimhen esca dai radar. Si ferma subito per un insulto al ginocchio quando vi rientra. Ossessivo nel trattenere la palla, ottuso e ripetitivo nei passaggi laterali il Napoli colleziona beffe nei suoi sciagurati. Lascia al suo amico Cannavaro un punto enigmatico. Come gli emozionati pacchi della fortuna da aprire nello show di Amadeus. Antonio Corbo per Repubblica 

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