DON FABIO. Capello: “La chiave tattica è nella sfida sulla fascia tra Di Lorenzo e De Marco”
Ecco quanto scrive Fabio Capello sulla Gazzetta dello Sport.
Ci sono due giocatori che possono fare danni alle due squadre: uno si chiama Di Lorenzo e l’altro si chiama Dimarco. Si trovano a giocare tutti e due nella stessa zona del campo, uno contro l’altro: sono i due terzini della Nazionale che si incrociano e che hanno grande qualità e pericolosità quando superano la metà campo, mentre hanno un po’ meno qualità – almeno rispetto alla fase offensiva – quando sono chiamati a difendere. Quindi, da quella parte ci sarà il duello chiave: quando viene su Di Lorenzo, insieme a Politano sono capaci di inventarsi qualunque giocata e quindi di sorprendere l’avversario. Entrambi hanno il colpo di fantasia per riuscire anche ad arrivare sul fondo per mettere palle importanti oppure per pescare corridoi tra le linee e servire i compagni in profondità . Dimarco, invece, oltre alla grande spinta offensiva ha un’abilità fuori dal comune sui calci piazzati: ecco, questo è un altro tema che può risultare decisivo. L’Inter ha fisicità ed è molto pericolosa sulle palle inattive: questo anche perché ha giocatori fenomenali nel calciare angoli e punizioni laterali come appunto Dimarco o Calhanoglu. In gare equilibrate, le palle inattive possono sempre fare la differenza, quindi fossi in Mazzarri preparerei molto bene la difesa su questo fondamentale.

gli attaccanti
— ÂIl recupero di Osimhen potrebbe incidere davvero molto a livello psicologico, oltre che tecnico, in favore del Napoli. Se sei messo male, lui dĂ profonditĂ alla squadra, trasmette agonismo, voglia di fare e combattere e questo è un plus per Mazzarri e i suoi giocatori. E poi, secondo me, Osimhen in campo libera Kvara da piĂą responsabilitĂ , perchĂ© quando non c’è lui gli altri giocatori vengono rispettati ma non vengono temuti come viene temuto Osimhen. Quindi Kvaratskhelia può essere un po’ piĂą libero anche mentalmente dalla pressione degli avversari, che a quel punto hanno due problemi da risolvere: il primo, ovviamente, è prestare massima attenzione al georgiano e raddoppiare il piĂą possibile; l’altro diventa poi pressare anche Osimhen. Inzaghi non dovrĂ concedere agli attaccanti del Napoli l’uno contro uno. In casa Inter, invece, Lautaro è cresciuto molto e con Thuram forma la coppia perfetta: l’argentino è un realizzatore, un uomo d’area; il francese ha una visione di gioco che io raramente ho visto in molti attaccanti. Gioca molto spesso di prima, con una giocata in verticale difficile da leggere, che lui solo vede e sa fare. Il Napoli deve fare molta attenzione a questa intelligenza calcistica di Thuram.
dove si vince
— ÂLa partita vera si giocherĂ al centro. Se l’Inter riuscirĂ a non far giocare Lobotka, pressandolo forte, il Napoli potrebbe andare in difficoltĂ . Lo slovacco è il metronomo della squadra e molto passa da lui. Mazzarri poi dovrĂ stare molto attento a non scoprirsi perchĂ© la qualitĂ che ha il centrocampo dell’Inter non ce l’ha nessuno in Italia. Calhanoglu dirige l’orchestra, ma poi ci sono le mezzali che sanno inserirsi con i tempi giusti e sono sempre pericolose. Barella e Mkhitaryan sanno arrivare con facilitĂ in area di rigore quindi la grande attenzione che deve avere la squadra di Mazzarri è proprio lì in mezzo al campo: Anguissa-Lobotka-Zielinski hanno dimostrato di avere fisicitĂ , tecnica e geometrie per contrastare il super centrocampo dell’Inter, ma tutta la squadra deve essere corta e compatta per non lasciare spazio all’Inter, altrimenti sono dolori. Bisogna capire i momenti, quando aggredire alta l’Inter e quando invece starsene piĂą rintanati dietro, pronti a ripartire. E poi grande attenzione ai cambi di gioco, perchĂ© Calha ha questa capacitĂ balistica con cui può pescare velocemente Dumfries o Dimarco e sorprendere la difesa anche se schierata. Inzaghi dovrĂ avere una attenzione elementare, andare sempre a raddoppiare su Kvara: sulle distanze non avrĂ problemi, l’Inter non lascia mai spazi avendo i tre centrali dietro bloccati.
i cambi
— ÂE poi queste grandi sfide spesso possono essere decise dai cambi. Io ho un pallino che è Davide Frattesi: secondo me è una mezzala di quelle che possono fare la differenza, che sono pericolose in ogni zona del campo. Lui ha un senso dell’inserimento straordinario e questo è molto importante: Mazzarri deve fare attenzione agli inserimenti dei centrocampisti, Barella e Micki, i centrocampisti azzurri dovranno stare attenti a non farsi attirare dal pallone, ma a leggere il movimento al limite dell’area delle mezzali. Anche Mazzarri ha carte importanti da giocarsi. Raspadori è ormai un giocatore di personalitĂ , un punto di riferimento della Nazionale e un attaccante di grande qualitĂ . Poi c’è Simeone, un grande attaccante d’area di rigore, uno che quando entra lo fa sempre col piglio giusto, con la voglia di vincere e di segnare e dĂ una scossa in piĂą. Nei cambi si vedrĂ la capacitĂ di leggere la partita dei due allenatori, fattore molto importante. Entrambi arrivano da un impegno di coppa, quindi leggere la partita sarĂ un tema fondamentale. Così come la carica del Maradona: il Napoli sicuramente sarĂ aiutato dal suo pubblico, che però non gioca…
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