IL GRAFFIO. Corbo: “De Laurentiis rivedrà lo scouting, è deluso dalla scelta caduta su Garcia”
De Laurentiis li ha ritrovati in una delle più antiche della città.
La basilica paleocristiana di San Gennaro Fuori le Mura, quartiere Sanità. Invitato da amici industriali ha battuto un’asta di beneficenza: le maglie di Osimhen e Kvaratskhelia hanno raccolto 6.900 euro ciascuna. Sarebbe una notizia di poche righe, ma segna un giro di vento: il presidente che riappare rasserenato, che si rimette al lavoro dopo l’alluvione di fischi, che ripeterà iniziative di solidarietà per Natale. Ovvia ma rozza la battuta. Se è granitica la sua avarizia, quella chiesa fa miracoli.
De Laurentiis sembra cambiato. Garcia era la sua ossessione. L’ha difeso finché ha potuto. Motivi tecnici, come le resistenze ad aggiornare la squadra secondo schemi collaudati, certificati da uno scudetto stravinto; l’emarginazione degli acquisti; il ritardo nei cambi. Meno evidenti ma significativi altri attriti. Primo,Garcia parlava in francese con i suoi collaboratori. Isolava gli altri. aveva poi imposto Paolo Rongoni capo preparatore. Per dignità si dimise Franco Sinatti, portato a Napoli da Sarri, confermato da Spalletti, non difeso purtroppo da De Laurentiis. Errore che si ripresenta ora. Mancano a Giuseppe Pondrelli, scelto da Mazzarri, i profili atletici e i test dei giocatori. Le schede. Fondamentali. La nuova preparazione è come un abito su misura di alta sartoria. Rongoni, come Garcia nella tattica, seguiva vecchi metodi. Un nano vale un colosso, potevano allenarsi insieme. Esercizi a secco, cioè senza palla. Pondrelli riprende iconcetti moderni di Sinatti. Come ai tempi di Benitez, Ancelotti, Spalletti. Un patrimonio di conoscenze che è andato perso.
Saranno interessanti le informazioni dello staff medico diretto da Raffaele Canonico, ma anche quelle in linee generali di Giuseppe Santoro. Anche lui oscurato da Garcia. Un personaggio chiave per la sua lealtà al club, non si dimentica il suo dono: Insigne al settore giovanile per poche lire. De Laurentiis sta cercando di rinnovare anche questo reparto arido. Produce poco. Sarà rivisto lo scouting: avrebbe dovuto fornire con un clic tutto su Garcia. Il gioco preferito dopo la Roma, i giocatorivalorizzati negli anni, i mercanti di riferimento. Consigliare il più vicino all’identikit di Spalletti. È stato scelto un allenatore per nulla simile. Come una clinica che per sostituire un ortopedico ingaggia un nutrizionista. Solo il 2 settembre, con il campionato in corso, Garcia confessa di ignorare tutto del Napoli campione d’Italia.
E che applica solo il calcio migliore. Il suo.
Errori che De Laurentiis non ripeterà più. Ha scelto Mazzarri dopo essersi informato bene. L’ha anche trascinato, nel suo interesse, dai migliori specialisti romani per un check-up che ha dato esiti rassicuranti. Ha quindi limitato alla fine del campionato il contratto. Si legge nei suoi retropensieri: vi sarà una vasta rifondazione, lo scouting è già sotto esame, da sabato tocca alla squadra. Mazzarri sa parlare occhi negli occhi ai giocatori. Con Osimhen gli è bastata mezz’ora per attrarlo nella sua rete. Avanti così.
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