IL GRAFFIO. Corbo: “Indiscusso il merito di De Laurentiis, su Garcia va detto che…”

Corbo

La sesta vittoria, quarta esterna, restituisce per un’ora il Napoli dello scorso anno. In varie declinazioni. Sopporta bene l’assenza di Osimhen, si compiace del gol di Raspadori e della sua prova di qualità. Si è ritrovato nel suo ideale habitat. Ma la squadra si mostra anche solida nella vecchia struttura. Lascia fuori fino alla ripresa tutti i nuovi. Interessante osservazione: aiuta a capire perché il Napoli di Garcia abbia dopo 11 gare 8 punti meno del Napoli capolista di Spalletti. Esce meno forte dal mercato. Non tutte le responsabilità vanno al cambio di panchine. Avrà contribuito anche la nuova formazione di manager, il divario in classifica almeno per ora riconosce accanto allo stesso presidente i valori della campagna di Giuntoli su quella di un gruppo indefinito, gestito da Micheli, Mantovani e Meluso arrivato a tempo scaduto. È indiscusso invece il merito di De Laurentiis, dall’affannato tweet spedito dopo la sbandata diBologna con la plateale ribellione di Osimhen alla franca vittoria di ieri a Salerno, dove Inzaghi prova a rimettere in ordine i pezzi di una squadra passata attraverso troppe polemiche e contraddizioni dalla gestione vecchio stile di Walter Sabatini a quella incerta dell’ex Morgan De Sanctis, debuttante nel ruolo di direttore sportivo.
De Laurentiis si è accorto in tempo dei pericoli. Ha visto una squadra tatticamente scombinata, con Garcia che si vantava di non conoscerne il passato, compreso il modulo scudetto. Ma anche turbata da fibrillazioni e insofferenze. Per anomalo che sia, ha funzionato l’intervento del presidente asostegno di Garcia. I lunghi giorni spesi nella noia grigioverde di Castel Volturno hanno per ora migliorato i profili etici, tecnici, atletici. Il gol di Raspadori ne ha confermato i pregi nel raggio dei 25 metri, è sempre più pericoloso Kvaratskhelia sulla fascia sinistra e generoso nei rientri, Lobotka migliore in campo ha recuperato palla e ribaltato il gioco in avanti, favorito anche dalla libertà che gli concedeva Inzaghi pur di darne altrettanta all’estroso Dia. La difesa rassicura sulle condizioni di Rrahmani sconvolto dal Milan l’altra domenica e sul contributo di Olivera, superiore all’ultimo Mario Rui. Affaticato Di Lorenzo.
Ma il capitano sembra inamovibile anche quando c’è nel retrobottega Zanoli, bravo nel finale con il Milan.
Sostituibile invece è Kvara, per Garcia. Peccato. Esce dopo 68 minuti e dopo l’ammonizione di Mazzocchi. Salerno respira. Fuori Mazzocchi prima del probabile rosso. Qui la chiave del secondo tempo. Uscito Kvara, Inzaghi si tranquillizza. Pensa forse che quel settore sinistro sia ormai sminato con l’ingresso di Elmas. Passa dall’accanito terzino Mazzocchi all’attaccante norvegese Erik Botlheim. Si apre proprio lì, in una difesa ridotta a tre, il varco che invita Elmas a segnare il raddoppio. Vittoria meritata per il Napoli e per Garcia. Che al sorriso del vincitore alterna il volto accigliato della vittima. Meriti ne ha, come la dignità nel subire critiche. Ma erano i suoi risultati finora deludenti a tradirlo. Non si sarebbe altrimenti tuffato nei marosi di Castel Volturno il presidente per salvarlo. 
Antonio Corbo per Repubblica 

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