IL CT. Spalletti: “La clausola col Napoli? Avvocati al lavoro, spero si possa chiudere”

Spalletti

È il giorno di Luciano Spalletti. Dopo le convocazioni diramate ieri, il nuovo c.t. della nazionale azzurra ha incontrato i giornalisti al Centro tecnico federale di Coverciano. “Grazie alla Federazione per avermi dato questo bellissimo incarico – ha esordito Spalletti -. Sono stati giorni intensi. Ho passato tanto tempo in questo luogo che si può definire l’università del calcio, però essere qui alla conferenza stampa della mia presentazione come c.t. della nazionale è veramente un’emozione indescrivibile. Un sogno che parte da lontano. Nel 1970 avevo 11 anni, chiesi a mia mamma una bandiera dell’Italia più grande possibile per festeggiare quel 4-3 contro la Germania. Ora questa bandiera dell’Italia la riporterò in campo quando andrò in panchina. Spero di far nascere quel sogno in tutti i migliaia di bambini che guarderanno la nazionale italiana”. Spalletti ha spiegato che “sono stato felicissimo fin dalla prima telefonata del presidente Gravina” e che “Napoli è stata un’esperienza travolgente e unica”. E spera che la questione della clausola “ci sono delle cose che dobbiamo mettere a posto dove stanno lavorando gli avvocati, spero si possa arrivare il prima possibile alla migliore soluzione per tutte e due le parti”. 

l’orgoglio

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Spalletti ha sottolineato il valore della maglia azzurra: “I calciatori devono essere felici di indossare questa maglia, bisogna urlare questa felicità perché non è una maglia qualunque, è una maglia importantissima. La maglia della Nazionale è sempre addosso”. E ha poi aggiunto: “Ci sono campioni che hanno dimostrato cosa significa portare questa maglia, saranno i nostri spiriti guida. Come Gianluca Vialli, che resterà sempre con noi. L’appartenenza diventa fondamentale. Abbiamo nello staff Gigi Buffon che è un esempio chiaro e può spiegare ai giocatori cosa significa questa maglia”. 

il presidente

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“Siamo qui per scrivere il capitolo di un nuovo libro – ha detto il presidente della Figc Gabriele Gravina- . In pochi giorni abbiamo dovuto affrontare una crisi inaspettata (il riferimento è alle dimissioni di Mancini, ndr). Un pizzico di delusione inutile nasconderla, abbiamo avuto una reazione composta e concentrata ad aprire un nuovo capitolo. Sono orgoglioso. In tanti mi hanno chiesto: perché Spalletti? Sul piano tecnico non devo dire nulla, sulla maturità, sul valore del gioco espresso lo stesso. Quello che più mi ha colpito è il lato umano, abbiamo avuto l’intuito di investire. Luciano dedica tutta la sua capacità sentimentale a tutto ciò che ama: sacrificio totale alla sua famiglia, alle persone a cui è legato, a cui vuole bene, alla sua terra, al calcio. E’ incredibile quello che è successo in pochi giorni, volevamo dare alla nazionale un tecnico di grande prestigio”. Gravina ha svelato anche il retroscena del primo incontro, quando Spalletti ha detto: “Lei faccia le sue valutazioni, io voglio allenare la nazionale italiana”.

pressione e costruzione

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Il nuovo c.t. ha accennato anche ad alcune scelte che vedremo in campo: “Noi vogliamo giocare con la difesa a 4. Noi vogliamo essere una squadra che tenta di andare a prendere la palla. Due cose sole contano nel calcio: la pressione e la costruzione. Il resto viene di conseguenza”. E sui centravanti: “Ce ne sono in Italia che sono nelle condizioni di vestire la maglia della Nazionale. Non ho chiamato Kean e Scamacca per il minutaggio, andrò a conoscerli. Mi sembra che ci siano delle potenzialità da poter sfruttare, secondo me c’è anche qualche giocatore di altre posizioni che può ricoprire quel ruolo di attaccante centrale. C’è del lavoro da fare, ma ho portato dei collaboratori che conosco da sempre e mi fido di loro”.

 GAZZETTA 

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