🙇‍♂️ LO STUDIO. Ecco come gioca Lindstrom e dove potrebbe essere inserito negli schemi di Garcia
Marco D’Ottavi per il portale UltimoUomo.com ha pubblicato uno studio sulle caratteristiche tecniche di Lindstrom. Qui ne pubblichiamo uno stralcio: “Tecnicamente è già a un buon livello, soprattutto nel primo controllo, anche se non sempre pulito. Paradossalmente la sua qualità risalta di più quando è in movimento che non se deve giocare da fermo. Quando va in progressione sembra perennemente fuori controllo, ma spesso riesce a ricavare qualcosa di buono dal suo stesso caos. Anche per questo, senza toccare tante volte il pallone, nei suoi due anni in Germania è stato capace di mettere insieme numeri discreti: 14 gol e 13 assist in 80 partite.
€Insomma, Lindstrom è un giocatore plasmato dal calcio danese prima e da quello tedesco poi, due modelli che danno grande importanza a principi di gioco aggressivi e proattivi. Lo si può notare anche nel suo lavoro difensivo: è praticamente infaticabile quando si tratta di pressare, cercare di riconquistare seconde palle o comunque aggredire o riaggredire la costruzione avversaria. Un fisico piuttosto esile non lo aiuta nei contrasti coi difensori, ma in qualche modo riesce a farsi valere, sporcando passaggi, correndo tanto e bene. La peculiarità del sistema dell’Eintracht, se ne ha esaltato l’aspetto più istintivo del gioco, ha un po’ nascosto i suoi limiti. Che tipo di impatto può avere con un campionato dove il primo mantra è non sbagliare, in una squadra che – anche senza Spalletti – continuerà ad avere il pallone per la maggior parte del tempo contro squadre chiuse e dai ritmi bassi? Lindstrom probabilmente avrà bisogno di tempo per capire come muoversi in un mondo tanto diverso, ma a 23 anni sarebbe ingiusto etichettarlo già come un calciatore di sistema, uno che può andare solo a mille all’ora per funzionare. Un passaggio in Italia e al Napoli, allora, possono facilmente aggiungere altri livelli al suo gioco e sarà divertente vedere come potrà funzionare. La domanda però rimane: come infilare un trequartista così verticale nel 4-3-3 del Napoli? Questa è una questione interessante, al di là di cosa sceglierà di fare Rudi Garcia. Non è facile inquadrare Lindstrom in un ruolo in questo momento: la velocità e il dribbling ne fanno un ala, ma non è abituato a ricevere il pallone tra i piedi da fermo; la verticalità e l’ambizione nelle giocate ne fanno un trequartista, ma gli manca un po’ di pulizia tecnica per farlo in squadre dominanti con il pallone; il dinamismo e l’attitudine ne fanno una mezzala ma fisicamente potrebbe soffrire a centrocampo. Con Veiga e Koopmeiners il Napoli sembrava interessato a trovare principalmente un sostituto di Zielinski, che fino a pochi giorni fa era dato per partente. L’acquisto di Lindstrom invece si può intendere con la volontà di avere un giocatore da plasmare, che possa essere schierato da Garcia in più posizioni fino a trovarne la collocazione ideale. La cessione di Lozano fa pensare che Lindstrom, almeno inizialmente, dovrebbe essere il suo sostituto come ala destra, alternandosi a Politano. Certo, il danese è destro di piede e si trova più a suo agio partendo largo a sinistra, a piede invertito, ma la sua rapidità può renderlo una minaccia anche quando arriva sul fondo o, comunque, è naturalmente portato per venire a giocare dentro al campo e lasciare spazio a Di Lorenzo, la cui influenza offensiva sul Napoli sembra crescere di partita in partita. Certo, da quel lato, sul piede forte, ha trovato più di una difficoltà Lozano e il rischio è di avere un giocatore con limiti simili, anche se Lindstrom usa il mancino con sufficiente naturalezza per non essere completamente monodimensionale sulla fascia.  Forse i ruoli dove può funzionare meglio, già oggi, sono quello di ala sinistra, dove però Kvaratskhelia è insostituibile (anche se nelle prime due giornate Garcia ha dovuto adattare Raspadori e avere una riserva più simile al georgiano può fare comodo) o ancora meglio da mezzala sinistra, che nel Napoli ha compiti più offensivi che difensivi. Zielinski ha iniziato bene la stagione e il gioco più diretto del nuovo Napoli potrebbe addirittura aiutarlo, ma è inevitabile pensare che su 50 partite possa avere un calo di forma e aggiungere un giocatore come Lindstrom a partita in corsa o comunque come alternativa è un miglioramento rispetto a Elmas. L’idea è però che l’acquisto di Lindstrom rientri piuttosto nell’intenzione da parte di Gracia di trasformare il prima possibile il Napoli nella sua squadra e non in un proseguimento di quella di Spalletti. Lindstrom sarebbe una pedina importante sia per avere una squadra più verticale, che non voglia necessariamente risalire il campo tramite un sistema di palleggio raffinato, ma cercando subito i suoi giocatori offensivi, sia per un eventuale passaggio al 4-2-3-1, che forse è il modulo che meglio potrebbe esaltarlo. Vederlo relazionarsi in velocità e spazi aperti con Kvaratskhelia e Osimhen sarebbe esaltante. Più di Zielinski il danese sarebbe il perfetto complemento di questa possibile nuova natura del Napoli”.
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