SOTTO ACCUSA. Il mediocre arbitraggio di Kovacs ha sicuramente favorito il Milan

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Kim e Anguissa salteranno il ritorno dei quarti di finale con il Milan. Il primo era diffidato e ha preso un’ammonizione per una protesta plateale, segno anche quella reazione del nervosismo che ha pervaso il Napoli a partire dalla fine del primo tempo, dopo il gol di Bennacer. Il secondo ha preso due cartellini gialli nel giro di pochi minuti (tra il 70° e il 74° minuto) ed è uscito dal campo a capo chino consapevole delle conseguenze di quell’ingenuità commessa in quel frangente dell’incontro, quando andava mantenuta la calma.

In questa ottica la notizia peggiore per Luciano Spalletti non è tanto solo la sconfitta per 1-0 (il risultato di San Siro è apertissimo) e il rimpianto per aver mancato occasioni da gol importanti ma la certezza che tra sette giorni mancheranno due perni della squadra che, per fisicità e dinamismo, alzano la qualità delle prestazioni.

Alla fine saranno cinque i calciatori gravati dai provvedimenti dell’arbitro Kovacs: giallo anche per Zielinski, Di Lorenzo e Rrhamani in un finale convulso nel quale i partenopei si lasceranno prendere dall’adrenalina, pagando dazio anche rispetto al metro di giudizio un po’ confuso da parte del direttore di gara che inizialmente sembra voler gestire con il dialogo la situazione poi cambia ed estrae cartellini per ‘incidenti’ di gioco discutibili (alla luce della sua direzione).

Nel primo tempo ha lasciato correre (forse anche troppo) su molti contatti: in particolare quello di Krunic su Zielinski al 33°, un’entrata che avrebbe meritato meno indulgenza considerata l’irruenza del centrocampista (l’ex Empoli era tra quelli a rischio squalifica tra le fila dei rossoneri); e il mezzo pestone di Kim su Giroud. Il Napoli ha reclamato anche verso la fine del primo tempo per quella che è sembrata molto più di una spallata di Kjaer su Kvara. Fanpage

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