IL GRAFFIO. Corbo: “Anguissa superlativo, Fabian Ruiz eccellente. C’è da pensare che per il Napoli…”

Corbo

Sorprende l’inizio. Le squadre sembrano dividersi: chi va in scena, chi in platea. Il Napoli gioca, il Bologna guarda. Non si riconosce la formazione che in nove, blindata e reattiva, ha tenuto domenica il Milan in ansia, lottando fino in fondo sul filo spinato. La visione di un divario così ampio fa davvero pensare che per il Napoli sia questo l’anno buono, è la suggestione dei tifosi più ottimisti, e li asseconda Mihajlovic affrontando l’aspirante capolista con un solo accorgimento tattico. Teme evidentemente solo Elmas, temporaneamente promosso al posto dell’appannato Zielinski, se gli manda con un controllo personalizzato il biondo e tenero argentino Dominguez.

Mihajlovic sul 3-0 impreca, si sente inseguito da una oscura maledizione, osservando che con il Milan gli erano stati tolti due giocatori con due cartellini rossi, qui due rigori. Ma ce l’hanno davvero con lui e con il Bologna, se la spensierata comitiva trascura gli uomini chiave del congegno offensivo? Fabiàn Ruiz è solo in cabina di regia, nessuno che lo disturbi, la sua bravura indiscussa ed evidente ieri sera è pari solo al disinteresse di Vignato impegnato a tentare i collegamenti tra Musa Barrow ed Orsolini, ancora più distratto Svanberg. L’asse centrale Anguissa-Fabiàn Ruiz diventa la rampa di lancio, la mente creativa quando amministra il dominio del gioco con un possesso palla costante e mai ostinato, fluido e non ridondante.

Lasciando i pieni poteri al centrocampo del Napoli, diventano fertili le zone esterne.

A destra Lozano fabbrica il primo gol rubando palla al Bologna in ripartenza, serve Elmas che tocca per Fabiàn Ruiz. Fate tirare di sinistra il forbito spagnolo a palla scoperta e capirete perché dopo neanche una ventina di minuti il Napoli è già in vantaggio. Funziona tutto intorno alla coppia centrale, Anguissa superlativo e Fabiàn Ruiz eccellente, perché a sinistra Mario Rui ha un occhio per Orsolini e un altro per Insigne creativo sul centrosinistra. Ma dove il Bologna firma il suo destino è nel clemente contrasto del sempre agitato e insidioso Osimhen. Due rigori sono netti. Il cileno Medel, che rende al biondone nigeriano almeno dieci centimetri, salta e si dà un aiutino con la mano. A segnalare il fallo non è il Napoli ma un difensore del Bologna che accusa Osimhen. All’arbitro Marco Serra arriva la puntuale collaborazione del collega Var: c’è chi dei due ha toccato con la mano in volo, ma è Medel non Osimhen. Lo stesso attaccante si procura il secondo rigore, e sono tutt’e due ghiotti bocconi per Insigne che era stato fino al mattino in dubbio, giocare e riposare, ma dà un senso alla sua presenza liberandosi di una ossessione dopo tre rigori sbagliati. Ne segna volentieri due, e può uscire dallo stadio tra i deliri di un pubblico sempre più euforico e convinto che sia davvero questo l’anno buono, come si sente dire in ogni strada, bar e metrò.

Spalletti, nascosto ma non troppo oltre una vetrata, si compiace di vedere il Napoli accanto al Milan, in un virtuale aggancio fin dai primi minuti. Il Bologna era stremato dalla faticosa sconfitta con il Milan o ne è uscito solo con le idee confuse? L’allenatore supplente Marco Domenichini, storico secondo, inserisce Politano ed uno Zielinski in evidente ripresa. Bene Mertens che rileva Insigne ma va a coprire lo spazio di Elmas. La serata è gradevole, merita un altro brindisi. È quello del bentornato a Ghoulam. Pochi minuti che promettono tanto, avanti Napoli. Antonio Corbo blog

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