? IL GRAFFIO. Corbo: “Gattuso in fuga dal disastro” ? VIDEO: guarda la sintesi di Napoli-Verona

Gattuso

Nel giorno dell’addio le loro tensioni coinvolgono tutta la squadra. Per Aurelio De Laurentiis, nato il 24 maggio 1949 a Roma, 72 anni oggi, il calcio deve ancora una volta ricominciare. Con la Champion ed i 50 milioni di premi che gli bruciano un Napoli da rifondare e l’enigmatico Gennaro Gattuso, 43enne calabrese tutto d’un pezzo che in 17 mesi è passato irato e sospettoso lungo il percorso minato degli allenatori italiani. Dopo la spettacolare presentazione dell’11 dicembre 2019, “Lo chiameremo Ringhio Star”, e la conquista della Coppa Italia, De Laurentiis e Gattuso sono entrati nella galleria del freddo, quando è esploso un paradosso. La reciproca diffidenza quando dopo la meritata conferma e l’inizio della nuova stagione, senza che nessuno dei due potesse tornare indietro, fu presentato a Gattuso un contratto da firmare. Con una serie di clausole complesse che avrebbero mandato deserto anche un concorso per notai. Gattuso giurò ad un giornalista che non lo avrebbe mai accettato, mancavano due giorni a Ferragosto ed il mercato era aperto. Quei fogli sono andati su e giù tra la sede romana della Filmauro e i legali dell’agenzia portoghese di Jorge Mendes, il più attivo in Europa nel dirigere il traffico di giocatori e allenatori. Mendes è entrato più volte in questa vicenda ed è stato lui un mese fa a fermare De Laurentiis, che un i tweet elogiava Gattuso protagonista di impreviste vittorie. Non c’erano che i tweet per dissimulare in pubblico i contrasti dopo due litigi in privato. Era anche un effetto del silenzio stampa imposto per fermare le velenose confessioni di Gattuso agli opinionisti televisivi, suoi ex compagni.
Mendes ha spiegato a De Laurentiis che il suo cliente avrebbe di certo lasciato il Napoli. Ed è stato ancora lui a guidare Gattuso calabrese di Corigliano nella ricerca di un altro club. Ma anche a troncare i contatti con Rocco Comisso, italo-americano di Marina di Gioiosa Jonica, presidente della Fiorentina. Mendes ha fatto il nome di Gattuso anche alla Juventus, niente più di un nome, per dare un allenatore della scuderia all’altro suo cliente e socio Ronaldo, per poi lanciare un’esca anche alla Lazio. Mendes tra i suoi primi amici italiani ha il laziale Lotito. Gattuso si sentiva ormai un lusso per il Napoli nonostante le penose sconfitte in Supercoppa, nella seconda finale di Coppa Italia e ancora con la Juve nel recupero di Torino. Era diventata una regola: le vittorie sono di Gattuso, le sconfitte derivano da infortuni e Covid. Né il giovane allenatore si rendeva conto di formazioni improprie, cambi in ritardo e monotematici, assenza di varianti tattiche. C’era tutto questo nei retropensieri del Napoli in una vigilia che sembrava infinita. De Laurentiis si è intanto defilato per seguire le sue piste. Il calcio ricomincia oggi per lui, ma con chi? Non si è fermato un attimo. Con il loquace Spalletti fermo in sala d’attesa, pronto a ricominciare anche lui dopo le delusioni con Roma e Inter; con una promessa di Allegri, attratto però da Real Madrid o un po’ dall’Inter. Il Napoli sarebbe la sua terza scelta. Come si fa a giocare sereni se c’è tutto questo prima e fuori del campo? Nella sua solenne ingenuità il Napoli non si aspetta un Verona così determinato e aggressivo. Tutti marcati, un classico di Juric. Ne soffrono i centrocampisti, Fabiàn Ruiz che pure recupera palle e Bakayoko macchinoso. Ne soffrono, eccome. IL centrocampo è devastato. La difesa è attenta però nel mettere i veronesi in fuorigioco e Meret è sveglio, Manolas e un ottimo Rrahmani resistono, ma la partita della Champion s è un tormento. Osimhen sbatte come un relitto contro il più biondo Gunter, Hysaj e Di Lorenzo sono travolti e non emergono sulle fasce, pressati a sinistra da Faraoni e soprattutto a destra dall’asse Bessa-Zaccagni, né interviene il contemplativo Zielinski, sembra stravolto dall’ansia anche Insigne, proprio lui, il capitano. L’atteggiamento è quello di chi si domanda come e perché sia finito in una imboscata. Tardano i cambi, Gattuso sente una responsabilità superiore alla sua esperienza. Litiga con Juric, urla “Vergogna”, ritiene eccessivo l’impegno del Verona? Ma sono ex del Verona, Rrahmani, e Faraoni che beffa Hysaj a mandare i titoli di coda di un film da brividi. Antonio Corbo blog

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