? 7 SU 7. Ancelotti, il turnover è una religione
Sette formazioni in sette partite. Sembra il titolo di un film ma è il Napoli di Ancelotti. Turnover per vocazione L’allenatore utilizza i cambi per preservare i suoi giocatori e tenere unito il gruppo, lo fa in modo sistematico in ogni singola partita. Llorente o Milik? Lozano o Mertens? Di Lorenzo o Malcuit? Una sfila di dubbi che si ripetono in ogni giornata, tra Serie A e Champions. Il Napoli ha usato 7 formazioni diverse, e contro il Genk (seconda giornata di Champions) toccherà all’ottava: spazio a Lozano-Milik davanti stavolta, con il rientro di Koulibaly in difesa. Tra i pali ecco Meret. Tutti vengono alternati, anche perché dal mercato sono arrivati giocatori di qualità che hanno subito lasciato il segno: Di Lorenzo è già una realtà, Llorente ha segnato 3 reti in 4 partite stagionali, Elmas ha discrete capacità tecniche. Manca ancora Lozano, ma Ancelotti è convinto delle sue qualità. Gazzetta
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