MAESTRO. Il bel calcio di Sarri è morto a Napoli?

Sarri

La Lazio sta faticando a trovare ordine e fluidità nella costruzione della manovra offensiva. Maurizio Sarri in passato ha fatto del “bel gioco” un tratto distintivo del suo calcio, ma quanto resta ad oggi di tutto ciò? Se si pensa al derby contro la Roma, i biancocelesti hanno messo in mostra un’organizzazione e una grinta degne di una grande squadra, costringendo gli uomini di Mourinhoa inginocchiarsi e cedere i tre punti. In altre occasioni però, la formazione biancoceleste è parsa confusa, poco incisiva, qualcosa di molto lontano dalla squadra che ha messo in seria difficoltà la Juventus guidata dallo stesso Sarri due stagioni fa.

Oggi Maurizio Sarri torna alle pendici del Vesuvio per la seconda volta da quando ha lasciato la panchina della compagine partenopea. Il nome di Sarri a Napoli assume sfumature diverse, raccoglie opinioni contrastanti. Sono in pochi ormai a sentirne la mancanza, specie in una stagione come quella attuale, che vede la squadra di Spalletti al primo posto in classifica. Da quando se n’è andato, la carriera di Sarri ha sicuramente subito un’impennata a livello di successi e trofei: basti pensare all’Europa League vinta col Chelseae allo scudetto conquistato con la Juventus.

Ma questi trionfi non hanno convinto, perché del sarrismo osannato a Napoli si è visto ben poco sia a Londra che a Torino. Nessun tifoso dei blues rimpiange il tecnico toscano, mentre alla Continassa Agnelli ricorda quello con Sarri in panchina come “un anno di m***a”Insomma, il secondo ritorno di Maurizio Sarri a Napoli non affascina più come una volta. Che il sarrismo non fosse in realtà altro che una suggestione? D’altronde, lo stesso Sarri quando è arrivato alla Juventus ha affermato di non sapere neanche di cosa si trattasse. Probabilmente è vero dato che, tanto col Chelsea quanto con i bianconeri, Sarri non è riuscito a far esprimere ai suoi giocatori lo stesso calcio visto a Napoli. L’approdo di Maurizio Sarri sulla panchina della Lazio è stato accolto con toni epici, video di celebrazione e parole entusiastiche. Mentre i giallorossifesteggiavano l’arrivo di José Mourinho, quest’estate i tifosi laziali celebravano il sarrismo, con la speranza di vedere nuovamente una squadra in grado di incantare, di giocare all’attacco con il pallone tra i piedi, di dominare il possesso palla e occupare bene il campo. Non è andata proprio secondo i piani, almeno fino ad ora. La Lazio di Sarri è una squadra altalenante, discontinua, non esattamente ciò che i tifosi biancocelesti immaginavano a inizio stagione. La parola chiave è tempo, il presidente dei capitolini Claudio Lotito sembra disposto a concederglielo, tanto da volergli rinnovare il contratto come segno di grande fiducia e di volontà di apertura di un ciclo, ma si sa che la piazza di Roma è sempre difficile: basta qualche risultato negativo e si finisce sul banco degli imputati. Footballnews24.it

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