EMERGENZA TOTALE. Neppure Allan tra i convocati per Napoli-Lazio
Emergenza totale. Il Napoli s’è infilato un tunnel sempre più oscuro, di cui non si intravede la via d’uscita. Il ritiro a singhiozzo è ricominciato a tavola: pranzo a Castel Volturno, per volontà di Rino Gattuso. Il nuovo allenatore ce la sta mettendo tutta per ricompattare il suo gruppo, ma per ora con pochi risultati. Al contrario. La squadra continua a perdere pezzi. Pure il brasiliano Allan salterà infatti la sfida dei quarti di finale di Coppa Italia contro la Lazio per un affaticamento muscolare e il suo nome è stato di conseguenza depennato dallo scarno elenco dei convocati, come quelli gli altri 5 lungodegenti che continuano ad affollare l’infermeria: Koulibaly, Maksimovic, Mertens, Ghoulam e Malcuit.
L’unica novità in difesa sarà dunque il ritorno tra i titolari del portoghese Mario Rui, che ha scontato la squalifica in campionato con la Fiorentina. In porta è probabile la conferma di Ospina, in vantaggio nel ballottaggio tra i pali con Meret. A centrocampo è invece scontato l’esordio dal primo minuto per il tedesco Diego Demme, che avrà al suo fianco nel 4-3-3 il polacco Zielinski ed Elmas, favorito su Fabian e sull’altro nuovo acquisto, lo slovacco Lobotka. Staffetta infine anche in attacco tra Callejon e Lozano, con il messicano che darà manforte nel tridente azzurro a Insigne e Milik. La vera arma in più per gli azzurri potrebbero essere tuttavia la carica dei tifosi, con l’interruzione dello sciopero dei gruppi organizzati delle curve. Gli ultrà torneranno al San Paolo dopo quasi tre mesi di assenza, in polemica con la rigida applicazione del regolamento d’uso dello stadio (in particolare per i posti numerati) da parte della Questura. Nessun compromesso, però: per chi sgarra scatta il Daspo. In ogni caso non è previsto il pienone, gli spettatori annunciati sulle tribune sono meno di ventimila. Non ci sarà nemmeno De Laurentiis, influenzato. Il presidente sta seguendo la crisi da Roma ed è in contatto telefonico quotidiano con Gattuso. Ma la crisi del Napoli è a 360 gradi. È saltata pure la panchina della rappresentativa della Primavera, con l’ultimo posto in classifica pagato con l’esonero da Roberto Baronio. Non si vedono spiragli nella stagione più nera della storia recente degli azzurri. Repubblica
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