NAPOLI. Corbo: “Conte ha schierato la stessa squadra bocciata contro l’Eintracht, poi i suoi cambi…”

L’allenatore del Napoli Antonio Conte
L’allenatore del Napoli Antonio Conte

Ecco uno stralcio dell’editoriale di Antonio Corbo per Repubblica.

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Conte non ha calcolato il rischio, non si è difeso da se stesso, dalla certezza che ha nel suo eccellente lavoro, nei duri allenamenti, nelle buone stelle che spesso lo hanno guidato. Oggi il crollo del Napoli è nelle cause, più che negli effetti ben coperti dalla classifica. Il mercato negli ultimi due anni con l’arrivo di 23 giocatori per un totale di circa 300 milioni non dà scatti di qualità. De Laurentiis non ha più trovato pezzi pregiatissimi come Kvara e Osimhen. Né ha valutato l’elevarsi dell’età media, oggi il Napoli ha una squadra anziana e di corto orizzonte.
Il ruolo del direttore sportivo, poi. Scelta di Andrea Chiavelli, corretta. Ma Giovanni Manna si è trovato come una elegante e fragile statuina di biscuit tra un presidente sparito ed un allenatore convinto di svolgere due ruoli, manager all’inglese. È stato sempre il suo sogno dopo il non facile rapporto con Giuseppe Marotta, nella Juve e nell’Inter.
Ci si è messo il primato di infortuni. Stesso preparatore dell’anno scorso, con il Napoli in volo quasi fino al termine. Un segnale non è stato colto. Il Napoli ha rallentato nel finale vincendo con un solo punto di vantaggio uno scudetto che è stato sempre e solo suo. Merito di Conte e del suo team.
Gli inciampi si sono ripresentati. E si è rotta una felice equazione: più fatica, più vittorie anche negli ultimi minuti. L’età media alta, la presunta recidiva di malanni patiti in altri club, impegni ravvicinati sono un costante tormento. Il dopo partita di Torino-Napoli aprì qualche spia di malessere.
Si arriva a ieri. Squadra identica a quella bocciata con l’Eintracht. Di male in peggio. Elmas alto a sinistra è un guscio vuoto sconnesso. C’è Gutierrez con le sue interessanti proposte, ma la difesa balla con Di Lorenzo, Buongiorno e persino Rrahmani, inutili gli esterni d’attacco Politano ed Elmas, McTomimay stralunato gira per il campo, Hojlund si batte da solo ma è un missionario in terra straniera.
Milinkovic prende gol sul primo palo e un altro che rivalutano il dimenticato Meret, non fa miracoli stavolta la sua barba nera da frate cappuccino volante. Quando Conte chiede aiuto alla panchina si alzano giocatori con il cartellino del prezzo ancora attaccato. Lucca 35 milioni, Lang 28, Neres 30. Juan Jesus 34 anni preferito a Beukema pagato 31 milioni. Conte si è messo in discussione. De Laurentiis lo salva o lo rovina lasciandolo sotto il peso dei suoi troppi poteri?

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