👨🏻‍🦲 IL MISTER. Spalletti: “C’è la benedizione di Maradona… Sul mio contratto dico che…”

Spalletti

Lunga conferenza stampa quella di Luciano Spalletti che alla Dacia Arena, al termine di Udinese-Napoli, fa un lungo ringraziamento: “Questa vittoria è per la gente felice e gioiosa, ed i tifosi del Napoli felici. Ho visto le immagini qui allo stadio, ho visto i sorrisi e le facce e sono quelle che ti fanno la dimensione corretta della felicità. E’ una impresa assicurata. Chi lavora seriamente non ha il tempo per essere felici. E’ chiaro che siamo contenti ma la dimensione grossa non riesci mai a subirla perché sei sempre proiettato in avanti. Dietro questa impresa c’è la benedizione di Maradona dietro, sono convinto che ci abbia messo la sua mano. Perché ci sono delle squadre fortissime ed avere questo margine qui diventava difficile pensarlo all’inizio. Però è lì che va la prima dedica, ai calciatori, perché sono loro che si meritano questa gioia da condividere con le loro famiglie. Sono stati dei grandi professionisti. Questa vittoria è per Napoli, la vittoria va a tutta Napoli. A tutti i miei collaboratori,tutti quelli che lavorano dietro le quinte, che sono sempre stati sul pezzo in qualsiasi momento del campionato, dopo qualsiasi vittoria e sconfitta. Penso ai magazzinieri, ai dottori, a tutta la squadra che va in campo ed anche a quella che non va in campo. E poi gente come Beppe Santoro, come Giuntoli, una società che ha fatto un gran lavoro, che ha rimesso a posto tante cose e che ha messo su una squadra. Anche a mio fratello che ci ha messo la sua mano a pigiare dall’alto. Alla mia famiglia, perché è dura stare lontano e tornare ogni tanto. Questo è un lavoro gratificante per cui si capisce che, senza farla tanto lunga, si ringrazia tutti, anche la propria famiglia”.

Quando ha capito di poter vincere lo Scudetto? “Già l’anno scorso c’è stato qualche momento dove abbiamo fatto bene e l’ho pensato, mi avete detto che era troppo, che non avevamo lo spessore per tirarli per i capelli, Quest’anno mi dite che io non credevo al risultato e invece De Laurentiis sì, con quell’atteggiamento ho lavorato… ora lui vuole dirmi che vuole vincere la Champions, dice sempre il massimo, se la vinciamo così casca sempre diritto, l’è troppo facile (ride ndr). Questo è stato il mio secondo tempo, si è cominciato a creare una mentalità per far sì che lo Scudetto fosse toccabile, fatevi dire in riunione cosa dicevo e ve lo dicono loro. Essere arrivati terzi non contava, secondi non era un miglioramento, dopo l’Empoli siamo stati contestati, sono venuti a prenderci in albergo. Se siamo stati contestati arrivando terzi secondi non è un passo avanti. Quindi bisognava provare a vincere il campionato e gliel’ho sempre detto, fin dal primo momento in cui nesusno ci credeva. CI sarà qualche d’uno che ha detto ai giocatori di poter fare qualcosa di importante? Sennò i giocatori si adeguano. Dopo che hanno visto Sarri, Benitez, Ancelotti, Aver visto vincere Gattuso che ha fatto un buon calcio, cosa faccio, faccio copia incolla? Io in fondo alla giornata a 64 anni ci sono arrivato, poi magari non ne so gioire fino in fondo, però ora vedere le facce dei giocatori a Napoli forse toccherà anche me”.

Ma c’è una immagine che le rimarrà impressa nella memoria di questa stagione? “E’ difficile ricercarne una. Io sono sempre per le cose peggiori. Ci sono i meglio? Io sono i peggio. Per costruire questa convinzione che si potesse osare per i grandi risultati. Penso a quel dispiacere lì. Penso a tutta quella roba che ci siamo lavorati in maniera corretta, costruiti in maniera corretta. Lì sono entrati nel mezzo cose differenti. Il pensiero va lì. Sono sempre abituato a lavorare.

Ndombele ed Elmas sono stati dei cambi forzati? “Ci sono dei calciatori che per la qualità e le caratteristiche dei calciatori che sono hanno bisogno di un pò di recupero. Ci sono partite ravvicinate ed era giusto cambiare qualcuno. Anche perché Sottil è uno bravo a preparare le sue squadre. Loro hanno calciatori forti, perché so come lavorano. All’inizio siamo stati un pò troppo vogliosi, con poco equilibrio, andando a sbattere da tutte le parti, senza essere troppo uniti e ne abbiamo pagate le conseguenze. Nel secondo tempo abbiamo rimesso a posto le cose ed è diventato il Napoli di sempre, con un calcio produttivo che ha portato a casa un risultato fondamentale”.

Il Napoli vince lo Scudetto nonostante il 6° monte ingaggi: “Stasera volevo essere buono e mostrare la verità. Quello che è il lavoro che ha fatto la società, mantenendo i conti in ordine, fa giurisprudenza: mostra a tutti come bisogna lavorare nella maniera corretta. Questa società ci è riuscita e bisogna farle dei complimenti. E’ riuscita a costruire una buona squadra in grado di lottare per i vertici ed ha dei lati che si possono ancora migliorare. Non mi interessa fare confronti. E’ il contesto in cui nasci che fa la differenza”.

A Udine Spalletti rinunciò a fare il direttore tecnico, ed ora ci vince lo Scudetto: “Io di Scudetti ne ho vinti tre perché in Russia ne ho vinti due. A me dà più soddisfazione il risultato di una salvezza di una squadra presa in un determinato momento, come mi è successo. Mi dà soddisfazione tutti gli incontri che ho fatto in carriera e delle persone con cui ho collaborato. Anche qui ho avuto un grande presidente, dei calciatori fantastici. Una storia che somiglia a quella che ho vissuto anche qui a Napoli, con un ricambio di diversi calciatori. Io a suo tempo decisi di cambiare e non so se sia stato corretto, in quel momento lì, però i tifosi se la sono legata un pò al dito. Io qui ci sono stato cinque anni, torno spesso con la famiglia. Siamo legatissimi, Udine è una bellissima cittadina a misura d’uomo”.

“Il fatto che questa gente ricordi sempre Diego è un pò fonte di ispirazione per tutti noi – dice Spalletti – Cerchiamo di avvicinarci alla sua qualità ed al calcio che faceva. E quando dicevamo di non poter essere al di sotto della bellezza del calcio che praticava Diego, non avevamo torto. C’è questo esercito di sentimenti e di cuori dietro i calciatori che indossano la maglia del Napoli. I tifosi sono passionali ed hanno il diritto di avere calciatori forti che lottano per questo traguardo qui. L’ultimo chilometro è sempre quello più difficile ed anche qui va ad essere tirato in ballo quello che è il carattere delle persone, la bellezza dei bravi ragazzi che compongono la nostra squadra. Questi sono ragazzi che lasciano pezzi di cuore da ogni parte, perché sono persone sensibili, semplici e vere. Vogliono fare solo bene il loro lavoro e volevano regalare questa felicità ed è giusto che se la prendano anche loro”.  

E’ il giorno più bello della vita di Spalletti? “E’ il giorno che mi ripaga di più di molte cose. De Laurentiis ha detto che mi rinnova il contratto? Lo deve dire a me, non a voi”.

ILMIONAPOLI.IT

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