? IL GRAFFIO. Corbo: “Gattuso ora scelga un portiere, la staffetta Ospina-Meret è un regalo agli avversari”

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La Champions non concede altro tempo, le squadre di testa accelerano, deve farlo anche il Napoli. Gattuso trova un Bologna di perfida ambiguità. Mihajlovic scommette l’impossibile per attaccare, il suo coraggio supera la vanità, ma la tattica a tutto vapore trascura fatalmente la fase difensiva. E Insigne con .la destrezza del vecchio monello glielo fa capire, segna a palla scoperta dal centro dell’area dopo pochi minuti, raggiunto da un assist che è un gioiello, un tacco di Zielinski. È qui che comincia una partita tutta diversa, perché il Bologna impone la sfida estrema, correre e attaccare senza risparmio, offrendo ancora grandi spazi, che il Napoli non sempre può fruttare, perché deve misurare le sue ansie di vittoria con i guai che lo tormentano. Sono le cronache dei giorni scorsi a scegliere i protagonisti. Il primo è Insigne, il capitano che non ha perdonato le leggerezze difensive che convertirono una vittoria afferrata con un suo cinico rigore negli ultimi minuti nel voluminoso e impalpabile 3-3 finale. Insigne non solo per il gol che schioda la partita, dà forza alla teatrale reazione di Reggio Emilia, con calci d’ira e labiali ineleganti verso i compagni. Diventa regista a tutto campo per collegare la squadra, sorpresa da un allarmante imprevisto. Dopo una ventina si blocca l’altro protagonista, il più atteso degli assenti storici, quel Ghoulam che aveva tenuto in settimana un comizio alla squadra, parole cariche di orgoglio e qualche bastonata. Sembrava un dono della fortuna il suo rientro, ma anche l’atteggiamento, il Napoli ha tanto bisogno di leader. E Ghoulam si è sempre proposto negli spogliatoi, parlando senza ipocrisia né compromessi.

Ghoulam

L’incidente ricaccia Ghoulam tra le quinte. Non è un insulto muscolare ma una distorsione del ginocchio. Ne sapremo presto di più. L’ ìnfortunio provoca uno sbandamento. Perché in quel settore sinistro, il Napoli deve fermare il danese Skov Olsen, che lascia traccia del suo talento e furore sul palo colpito in quei minuti cruciali. L’intraprendente esterno ispira infatti Palacio, un compagno di un’altra generazione con i suoi 39 anni ma che porta altre scosse alla difesa del Napoli. Per rimettere in equilibrio la sfida Gattuso trova il difensore giusto, Hysaj, che subentra a Ghoulam, il caparbio supplente ha qualche incertezza all’inizio, ma finalmente ridimensiona Skov Olsen. Si placa anche il Bologna, e Gattuso con larghissimo anticipo fa scaldare Osimhen. Il suo testone giallo-oro è un lampo che annuncia buriane sul Bologna. Nella ripresa non fa in tempo Mihajlovic a studiare qualche reazione, pensa a Barrow per eliminare l’ininfluente Sansone, ma il Napoli si è ormai disposto nell’assetto migliore. Contratto anche se in afanno, ha grandi spazi per ripartire, e Osimhen con la sua poderosa cavalcata, la sua falcata dritta e rotonda legittima la scelta di Gattuso, che volentieri rinuncia a Mertens. “Ciro” gira ancora a vuoto. Corre con il vento in faccia ed il raddoppio in pugno: quanto è mancato Osimhen. Quanto ha sofferto Gattuso con una squadra debilitata, ma troppo spesso senz’anima per reagire.

Demme

Si mette in evidenza Demme per una partita razionale e di costante attività, sporcata dall’errore che consente il gol di Soriano. Insigne non molla ed ha ormai deciso che questa è stata la sua settimana e questa deve essere la sua partita. Zielinski dimostra di aver superato un insulto muscolare e riprende a correre e inventare anche Fabian Ruiz. Prima del terzo gol, che non poteva non segnare Insigne nell’ennesima ripartenza che dà i brividi all’incauto Mihajlovic, molte emozioni sono offerte da Ospina. Dopo buoni interventi nel primo tempo, Ospina si fa sorprendere da Palacio per un maldestro rinvio, per fortuna sua il gol è annullato, solleva qualche dubbio anche il gol di Soriano. Gattuso ritrovando squadra e serenità ha tutto oil tempo per riprendere la corsa verso la zona. Ma deve decidere: scelga un portiere. La staffetta con Meret è un favore agli avversari. Crea disagi. Frena la crescita di un sontuoso talento come Meret. Il Napoli deve affrontare una dopo l’altra tre squadre di alto rango. Milan, Juve, Roma. Tutte nel giro di sette giorni. Poi potrà dedicarsi anche al suo futuro. Il presidente calabrese della Fiorentina lo aspetta, Galliani gli offre il Monza, lui vorrebbe andare in Premier. Meglio chiudere bene la sua avventura a Napoli. De Laurentiis lo sostituirà con Fonseca o Italiano. Magari con un altro. Se Osimhen è il cavallo brado da portare al traguardo, un grande contropiedista, occorre un allenatore da ripartenze. Quelle che non amava Sarri, atteso a Roma. Ma c’è tempo per altre vittorie, questa è la prima di una nuova serie. Se è davvero successo qualcosa di importante. Antonio Corbo per Repubblica

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